Lazio: 30 PMI a caccia di investitori e un nuovo fondo da 40 milioni per il biotech

Due iniziative distinte ma complementari: l’Avviso “Business Opportunities” per le imprese high-tech e il lancio di Primo Biotech Lazio

La Regione Lazio inizia il mese di settembre con un doppio intervento che, pur muovendosi su binari distinti, delinea una strategia unitaria nel mettere in connessione il potenziale tecnologico e scientifico del territorio con il mercato dei capitali nazionali e internazionali.

Il 18 settembre è stato presentato l’Avviso “Business Opportunities – Le aziende del Lazio verso gli investimenti internazionali”, iniziativa promossa nell’ambito del programma Invest in Lazio, finanziato dal PR FESR Lazio 2021-2027 e gestito da Lazio Innova, con l’obiettivo è selezionare fino a 30 PMI regionali high-tech da proporre a investitori finanziari e industriali per interventi nel capitale o per il finanziamento di progetti di innovazione, crescita e sviluppo.

“Vogliamo accompagnare le imprese del Lazio nella crescita e creare un collegamento diretto con grandi fondi di investimento e corporate internazionali. L’obiettivo è valorizzare le nostre eccellenze tecnologiche e produttive e trasformarle in concrete opportunità di investimento”, ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio.

L’Avviso si rivolge a PMI high-tech strutturate e innovative con sede operativa nel Lazio, interessate a presentare progetti di sviluppo suscettibili di investimento esterno, con un target minimo di investimento di un milione di euro. Le opportunità selezionate entreranno nel Catalogo regionale delle Business Opportunities e saranno promosse presso investitori attraverso attività di matchmaking, incontri B2B, roadshow e missioni. La Regione selezionerà fino a 30 PMI high-tech e il bando sarà pubblicato lunedì 28 settembre 2026 sui siti lazioinnova.it e investinlazio.it e resterà aperto per tre mesi.

Il 16 settembre, invece, Primo Capital ha annunciato il lancio di Primo Biotech Lazio, nuovo fondo di venture capital dedicato alle biotecnologie con un obiettivo di raccolta di 40 milioni di euro. Anchor investor del fondo sono Lazio Innova, in attuazione del programma LAZIO Venture 2 (il fondo di fondi della Regione Lazio cofinanziato dal PR FESR 2021-2027), con un commitment di 17,5 milioni di euro, e la Fondazione ENPAM.

“Con Primo Biotech Lazio vogliamo tradurre la qualità della ricerca locale italiana in imprese tecnologiche capaci di competere su scala globale”, ha commentato Antonio Concolino, Amministratore Delegato di Primo Capital. “Lazio Innova e Fondazione ENPAM rafforzano un progetto che rappresenta un passaggio strategico nell’evoluzione della piattaforma. La presenza stabile a Roma amplia la nostra capacità di presidiare il territorio nazionale”.

Il fondo, classificato come ex Articolo 8 SFDR, integrerà criteri ESG nell’intero processo di investimento e valorizzazione. Primo Capital è la principale piattaforma italiana indipendente di investimenti alternativi, con oltre 500 milioni di euro gestiti attraverso fondi specializzati nei settori digital, health, climate e space.

Il plus di StartupNeesItalia. I due interventi sono strumenti distinti, ma rispondono alla logica di costruire un ecosistema integrato in cui ricerca, startup, PMI e capitale di rischio si alimentano a vicenda. Il Lazio è la seconda regione italiana per numero di startup e imprese innovative, con 1.778 realtà innovative su un totale nazionale di 14.978 e un fondo di venture capital da circa 140 milioni di euro gestito da Lazio Innova. Il programma LAZIO Venture 2, inizialmente dotato di 60,1 milioni di euro e poi incrementato a 100,3 milioni, ha selezionato sei fondi di investimento orientati al deep tech e al tech transfer, con l’obiettivo di investire in startup e PMI operative nel Lazio o intenzionate a localizzarsi nella regione. Roma è il secondo polo dell’innovazione a livello provinciale, con 1.205 startup iscritte, preceduta solo da Milano e la regione guida il Paese per numero di PMI innovative (306 in totale) e si colloca al secondo posto per imprese guidate da under 35. Il 78,5% delle startup laziali opera nel settore dei servizi, con una forte concentrazione nella produzione di software e consulenza informatica (51,6%, contro una media italiana del 46%). La visione unitaria di un ecosistema che coniughi sostegno, crescita e capitali è necessaria perché un simile potenziale non vada disperso e le due iniziative presentate questa settimana possono essere viste come un esempio di strategia integrata capace di fornire a imprese e giovani strumenti differenziati per crescita e sviluppo.