Il Gruppo Iren lancia la call per la sesta edizione del progetto di open innovation per individuare tecnologie basate su AI e automazione per migliorare efficienza e sicurezza di impianti, infrastrutture e servizi essenziali
È sulle tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale e sull’Automazione per migliorare l’efficienza e la sicurezza di impianti, infrastrutture e servizi essenziali il focus di Iren Startup Award 2026: AI4Automation & Physical Processes, sesta edizione del progetto di open innovation realizzato dal Gruppo Iren, in collaborazione con il Circular Economy Lab, iniziativa di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Factory Plus, partner del progetto.
Giunta alla sesta edizione e dopo aver coinvolto 630 startup nelle precedenti, l’Iren Startup Award si è decisamente affermato come un efficace strumento di Corporate Venture Capital attraverso cui il Gruppo alimenta il proprio ecosistema di innovazione. La Call permette infatti di individuare startup e tecnologie emergenti in linea con le priorità industriali dell’azienda, favorendone la sperimentazione e l’adozione nei diversi business del Gruppo. La Call 2026 è aperta fino al 2 ottobre, ed è rivolta a startup e PMI innovative italiane e internazionali che propongono soluzioni applicabili ai processi fisici e industriali, scalabili e compatibili con i processi aziendali, da cui potranno nascere progetti pilota o altre forme di collaborazione orientate a esigenze operative concrete e alle priorità industriali del Gruppo.
“Con Iren Startup Award 2026 rafforziamo la nostra capacità di attrarre competenze e tecnologie innovative in grado di contribuire all’evoluzione dei business dell’azienda”, commenta Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren. “Intelligenza Artificiale e automazione rappresentano leve sempre più importanti per aumentare l’efficienza operativa, migliorare la sicurezza e supportare la gestione degli asset e delle infrastrutture del Gruppo”. La Call sarà promossa a livello nazionale e internazionale attraverso il network del Circular Economy Lab e la selezione delle candidature si concluderà entro la prima metà di dicembre 2026.

L’analisi di StartupNewsItalia. In Italia e in Europa le grandi aziende energetiche stanno sempre più utilizzando call for startup come strumento strategico per integrare soluzioni scalabili e direttamente applicabili al proprio business. Non è un approccio limitato alla semplice ricerca di innovazione, ma orientato prioritariamente a creare partnership industriali concrete: le startup selezionate collaborano con le aziende per sviluppare proof-of-concept, validare tecnologie su casi d’uso reali e, in alcuni casi, avviare percorsi di adozione su larga scala. Esempi recenti in Italia includono le call di Snam per soluzioni cleantech su CCUS, idrogeno e accumuli di lunga durata (con partner industriali come Eni, Edison e Fincantieri) e le iniziative di Italgas per reti resilienti e transizione energetica, che offrono mentorship, accesso a risorse e possibilità di sperimentazione sul campo. Si tratta di un trend ormai consolidato, supportato da dati significativi. A livello europeo, il 72% delle grandi aziende ha avviato progetti di open innovation con startup, e due terzi considerano queste collaborazioni una strategia importante o critica per il proprio business. Nel settore energetico, i numeri delle call sono rilevanti: ABB ha selezionato 18 finalisti su oltre 200 candidature da 39 paesi nella sua Startup Challenge, finanziando sei vincitori con 30.000 dollari ciascuno per sviluppare MVP in sei mesi. TotalEnergies, con il suo programma On, ha accelerato 67 startup dal 2022, con tre acquisizioni e metà degli alumni che hanno ottenuto contratti commerciali a lungo termine. Eni, attraverso HPC Call4Innovators, ha ricevuto proposte da 20 paesi, selezionando dieci progetti per l’accesso al supercomputer HPC6. Questi esempi dimostrano come le call non siano più episodiche, ma rappresentino un canale strutturato di innovazione aperta, con metriche di partecipazione e conversione che ne attestano la maturità nel panorama energetico italiano ed europeo.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

