Il bando aperto fino al 31 gennaio 2029 rappresenta una svolta strategica per il MEPA

Il nuovo bando “Start-up innovative”, pubblicato da Consip a fine dicembre 2025, rappresenta una svolta strategica per il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), perché si tratta di un canale privilegiato per permettere alla PA di acquistare tecnologie di frontiera da imprese giovani e dinamiche.
Il bando punta a trasformare il MEPA da strumento di mera semplificazione a leva di politica industriale, con il proposito di intercettare soluzioni ad alto valore tecnologico che difficilmente emergerebbero nei bandi di gara tradizionali, spesso troppo rigidi per le realtà emergenti. Sette le categorie merceologiche individuate in cui potranno inserirsi le startup, ambiti verticali definiti “di frontiera:
- AgriFood: Tecnologie per l’agricoltura di precisione e il food-tech.
- Deep Tech/Pure Tech: Intelligenza artificiale, robotica, blockchain e computazione quantistica.
- GovTech: Soluzioni per la digitalizzazione e l’efficienza dei servizi pubblici.
- Green, Sostenibilità e Inclusività: Economia circolare, transizione energetica e accessibilità.
- Industria 4.0: IoT, manifattura additiva e automazione avanzata.
- Salute e Biotech: Telemedicina, dispositivi medicali innovativi e biotecnologie.
- Turismo, Cultura e Media: Digitalizzazione del patrimonio culturale e nuovi modelli di fruizione media.
Per accedere al bando, l’impresa deve essere iscritta alla Sezione Speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative, con forma giuridica Società di capitali (anche cooperativa) non quotata, costituita da meno di 5 anni e con residenza in Italia o UE (con sede produttiva o filiale in Italia). Il fatturato annuo non deve essere superiore a 5 milioni di euro e la deve presentare un oggetto sociale prevalente focalizzato su prodotti/servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Per le startup vi sarà la possibilità di compilare una “Scheda Catalogo” strutturata per presentare soluzioni specifiche ai buyer pubblici, un contatto diretto con le Amministrazioni senza dover passare attraverso complessi raggruppamenti d’impresa e la possibilità per le PA di segnalare fabbisogni specifici tramite questionari di consultazione a cui le startup potranno rispondere con proposte ad hoc.

