Climate Risk Index 2025: il costo globale dell’Inazione Climatica supera 4,5 trilioni di dollari

Più di 832.000 vite umane perdute e un totale di perdite economiche dirette che supera i 4,5 trilioni di dollari il costo di tre decenni di eventi metereologici estremi

Il Climate Risk Index (CRI) 2026 di Germanwatch, presentato in occasione della COP30 di Belém, in Brasile ha evidenziato ancora una volta non solo la necessità di interventi diretti immediati, ma anche i costi astronomici che l’inazione climatica comporta. Basato sull’analisi retrospettiva di tre decenni di dati (1995-2024), l’indice ha esaminato oltre 9.700 eventi meteorologici estremi in 174 Paesi, arrivando a cifre sconcertanti: più di 832.000 vite umane perdute e un totale di perdite economiche dirette che supera i 4,5 trilioni di dollari (adeguati all’inflazione). Il rapporto cita che oltre 600 studi scientifici hanno stabilito che il cambiamento climatico ha accresciuto la probabilità e la gravità del 74% degli eventi estremi analizzati.

La classifica a lungo termine (1995-2024) del CRI mette in luce una drammatica disparità, con gli Stati a basso reddito e i Paesi insulari in via di sviluppo che sopportano il peso maggiore. Ai primi posti si trovano Dominica, Myanmar e Honduras, ma anche le nazioni sviluppate non sono immuni: l’Italia si posiziona al 16° posto, confermandosi tra i Paesi europei più colpiti, specialmente a causa delle ondate di calore estreme e della grave siccità che ha interessato regioni come Sicilia e Sardegna nel 2024. Per quanto riguarda il solo 2024, i Paesi più colpiti sono stati St. Vincent e Grenadine, Grenada e il Ciad, devastati rispettivamente da un uragano di Categoria 5 e da prolungate inondazioni.

La metodologia del rapporto non si limita a misurare i danni assoluti, ma valuta la vulnerabilità relativa di una nazione in rapporto alla sua economia e alla sua popolazione, utilizzando dati forniti dal database Munich Re NatCatSERVICE. Il calcolo si basa sulla media ponderata di quattro variabili, tutte normalizzate su una scala da 0 a 100: Numero di Morti, Morti per 100.000 abitanti, Perdite Totali in dollari e Perdite per Unità di PIL (PPA).

Le proiezioni del report indicano un fabbisogno finanziario annuo per l’adattamento e le perdite che salirà a $1.132 – $1.741 miliardi entro il 2050. Nonostante ciò, il Fondo per Perdite e Danni (FRLD) lanciato alla COP30 ha ricevuto impegni finanziari dai Paesi sviluppati per soli $788 milioni, di cui meno di $400 milioni sono stati effettivamente trasferiti. Una somma irrisoria di fronte all’entità della crisi globale.