In una settimana sono stati 1.000 i miliardi di dollari bruciati in borsa dall’ecosistema AI, in buona parte per l’allarme low-cost di DeepSeek

La fase di assestamento, per alcuni di vero e proprio terremoto (ma con una ripresa incipiente) del mondo della finanza globale legato all’Intelligenza Artificiale sembra avere un colpevole: si chiama DeepSeek AI, è un’azienda cinese sconosciuta al grande pubblico e promette di puntare sull’AI senza la necessità di investimenti colossali dei giganti occidentali, portando a un brusco “reality check” sui mercati. È stato l’annuncio da parte di DeepSeek di aver sviluppato modelli LLM ad alte prestazioni come DeepSeek-V2 e DeepSeek-R1, con costi di addestramento irrisori rispetto a GPT-4 a innescare una paura sistemica, soprattutto nel mercato dei chip, che ha fatto crollare in pochi giorni del 17% Nvidia e di oltre il 10% Broadcom, cioè chi costruisce GPU per addestramento AI e chi produce semiconduttori e networking per data center. C’è da dire che la risalita, almeno parziale, del settore è stata immediata, con un recupero già nella scorsa settimana del 5%, da valutare nel suo impatto “di rimbalzo” in questi giorni.
Ma cosa sappiamo di DeepSeek e della sua rivoluzione low-cost nel mondo dell’Intelligenza Artificiale? DeepSeek è stata fondata nel luglio 2023 da Liang Wenfeng, CEO del fondo di quantitative trading High-Flyer, che ne è anche il principale finanziatore (quasi il 90% della proprietà). L’azienda, con sede a Hangzhou, è stimata $15 miliardi (al 2025), nonostante sia completamente privata.
La rivoluzione tecnica di DeepSeek è algoritmica: i Modelli DeepSeek-V2 (236 miliardi di parametri, ma solo 21 miliardi attivati) e DeepSeek-V3 (671 miliardi di parametri, 37 miliardi attivati) utilizzano l’Architettura MoE (Mixture-of-Experts) per attivare solo una frazione del modello ad ogni richiesta, un’ottimizzazione che consente di operare a una frazione del costo dei modelli proprietari occidentali, minacciando i margini di profitto di aziende che basano il loro valore su costose infrastrutture di calcolo.

