La decarbonizzazione degli edifici resta l’ostacolo principale al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo. Si deve partire da questo presupposto, e dal dato che vede gli edifici come consumatori del 42% dell’energia e responsabili di un terzo delle emissioni climalteranti, per comprendere la necessità manifestata dall’Unione Europea di un programma di monitoraggio, analisi e sintesi della situazione, al fine di individuare le problematiche che rendono difficile il percorso verso la riduzione delle emissioni negli edifici e l’elaborazione di risposte e soluzioni.
Infatti, la Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, che stabilisce obblighi chiari per gli Stati membri, da sola sembra aver generato più polemiche (specie nel nostro Paese), che passi in avanti. I costi iniziali di un efficientamento rimangono elevati, gli investitori sono più respinti dai rischi che attratti dai benefici e i finanziamenti sono difficili da ottenere soprattutto per le famiglie più vulnerabili.
Ecco pertanto la necessità di una consultazione pubblica, che la Commissione ha lanciato il 27 agosto e che sarà aperta fino al 18 novembre 2025, su tematiche quali il funzionamento del quadro normativo europeo in materia di finanza sostenibile e tassonomia verde, la disponibilità e la fruibilità dei dati sugli edifici e le possibili strategie per stimolare in modo più efficace gli investimenti privati.

