Italia-Corea del Sud: firmato un MoU per PMI e Startup

Il rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Corea del Sud ha segnato un passo importante

Lo scorso 12 giugno 2026, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha siglato un Memorandum d’Intesa (MoU) con il Viceministro sudcoreano per le PMI e le Startup, Roh Yong-seok, consolidando un legame strategico volto a sostenere l’ecosistema dell’innovazione in entrambi i Paesi. L’intesa punta a creare un ponte tecnologico e operativo tra il tessuto produttivo italiano e quello coreano, entrambi caratterizzati da una forte presenza di piccole e medie imprese, attraverso lo scambio di “best practice”favorendo il confronto sulle politiche regolatorie per rendere più agevole la crescita delle imprese innovative e facilitando l’ingresso reciproco nei mercati, valorizzando le eccellenze del Made in Italy e l’avanguardia tecnologica sudcoreana. L’accordo, che conferma l’Italia come uno dei principali partner europei di Seoul, posizionandosi come il terzo Paese dell’UE per volumi di esportazione verso la nazione asiatica e con oltre 150 imprese coreane che operano stabilmente nel nostra Paese, con un focus particolare sui settori della tecnologia, dell’automotive, della transizione verde e delle energie rinnovabili, sosterrà l’ecosistema dell’innovazione di entrambe le nazioni, mirando a creare le condizioni favorevoli per collaborazioni tra startup ad alto potenziale nei settori tecnologici emergenti.

L’analisi di StartupNewsItalia. L’ecosistema startup italiano sta consolidando il proprio posizionamento in Asia attraverso una rete strategica che combina intese governative e programmi operativi di internazionalizzazione. L’accordo bilaterale con la Corea del Sud, dopo quello con l’India, delinea un quadro di scambi di know-how tecnologico e flussi di investimenti favorito a livello operativo dall’Agenzia ICE, che offre percorsi di accelerazione mirati in hub nevralgici come Singapore e Bangalore, permettendo alle imprese italiane di testare le proprie soluzioni in contesti ad alto tasso di digitalizzazione e innovazione manifatturiera. La strategia italiana mira a trasformare la tradizionale reputazione del “Made in Italy” in una presenza tecnologica più strutturata, puntando su nicchie a forte valore aggiunto come il Fintech o la manifattura avanzata e favorendo una sinergia tra l’eccellenza industriale italiana e la rapidità di adozione tecnologica dei mercati asiatici. È il modus operandi che tutte le realtà europee stanno adottando con sempre maggiore volume, economico e di accordi, come dimostra il recente asse tra Giappone e Regno Unito, una modalità che insieme crea reti globali “staccate” dal ruolo totalizzante degli USA, ma che definisce anche una nuova autonomia, nel campo dell’innovazione e delle startup, dal contesto dell’Unione Europea.

il Direttore Responsabile Michele Di Schino