
Spostarsi in Europa in aereo costa meno che in treno, con ricadute ambientali enormi. Lo rivela il Report di Greenpeace Europa Flying cheap, paying dear 2025, che analizza 142 tratte in 31 Paesi europei, evidenziando come nel 54% delle 109 tratte transfrontaliere considerate i voli sono più economici dei treni. Il merito, o la colpa, è tutto nei differenti incentivi (o nell’assoluta assenza di questi, nel caso del trasporto su rotaia): le compagnie aeree non pagano né l’imposta sul cherosene né l’IVA sui voli internazionali, le ferrovie devono pagare le imposte sull’energia, l’IVA ed elevati pedaggi ferroviari. Il danno ambientale è enorme: i voli aerei emettono in media 5 volte più CO₂ per passeggero per chilometro rispetto ai treni. A confronto con i sistemi ferroviari, che utilizzano energia elettrica 100% rinnovabile, l’impatto risulta di oltre 80 volte superiore.
E in Italia? La situazione, se possibile, è anche peggiore. Sono 16 le tratte internazionali che riguardano il nostro Paese e la percentuale di quelle più economiche rispetto ai treni si impenna fino all’88% dei casi, ponendo l’Italia al quarto posto in Europa.
“Anche se la crisi climatica peggiora, il sistema dei trasporti europeo continua a favorire il mezzo di trasporto più inquinante, con prezzi dei voli assurdamente bassi rispetto a quelli dei treni, che sarebbero molto più sostenibili”, dichiara Federico Spadini della campagna Clima e trasporti di Greenpeace Italia. “Questa situazione non è dovuta a questioni di efficienza, ma all’inerzia politica europea che consente alle compagnie aeree di godere di privilegi fiscali ingiusti che sfavoriscono il trasporto ferroviario a spese del clima del pianeta. Ogni tratta in cui l’aereo è più economico del treno è un fallimento politico: l’Europa deve rendere il treno l’opzione più economica, anziché quella più svantaggiosa perché meno finanziata. Per questo chiediamo all’Unione europea e ai governi nazionali di porre fine alle agevolazioni fiscali per il settore aereo, di investire sulla rete ferroviaria e di introdurre biglietti climatici a prezzi accessibili e facili da utilizzare. Le risorse economiche per cambiare il sistema dei trasporti si potrebbero ricavare da una tassazione adeguata del settore aereo, dei super-ricchi e delle aziende più inquinanti come quelle dei combustibili fossili. Servirebbe solo la volontà politica dei leader europei”.

