A chiusura 2025, Zuckerberg si inserisce nella corsa all’IA Agentica con oltre 2 miliardi di dollari di investimento

Meta ha annunciato l’acquisizione di Manus proprio alla fine del 2025, il 30 dicembre, in una delle acquisizioni più importanti della sua storia, con oltre 2 miliardi di dollari investiti nella startup di intelligenza artificiale di origini cinesi con sede a Singapore, diventata virale per i suoi “agenti digitali” autonomi. Il passaggio dalla fase di ricerca sui modelli linguistici alla creazione di strumenti di produttività pura sembra essere ormai il nuovo terreno di scontro e di confronto dei maggiori investitori nell’AI a livello globale, con Meta che si inserisce sottraendo a diretti concorrenti come Microsoft, che aveva iniziato a testare l’integrazione di Manus in Windows 11, una delle più rivoluzionarie ed emergenti startup del settore.

Lanciata a marzo 2025, Manus ha raggiunto un fatturato annuo (ARR) di 125 milioni di dollari in soli otto mesi, grazie ad un’architettura definita “General Purpose AI Agent” che si differenzia rispetto ai chatbot tradizionali che generano solo testo, utilizzando il Ragionamento Multi-Step: quando riceve un comando, l’agente non risponde subito, ma crea un “piano d’azione”, lo scompone in sotto-task e monitora i propri progressi in tempo reale. Inoltre, Manus è capace di un Uso Autonomo del Browser, può navigare sul web come un essere umano, effettuare login, cliccare pulsanti, confrontare prezzi e scaricare file per analizzarli. Infine, in un Ambiente di Esecuzione (Sandbox) pensato come un proprio spazio virtuale, l’Agente può scrivere ed eseguire codice (Python, JavaScript) per risolvere problemi matematici complessi o generare grafici e siti web istantaneamente.

L’integrazione della tecnologia Manus trasformerà le app di Meta in assistenti personali totali, con le prime funzioni previste già per il 2026 come il “Business Manager” su WhatsApp, dove le piccole imprese potranno delegare a un agente Manus la gestione completa del catalogo, la gestione di ordini complessi, rimborsi e persino la possibilità di negoziare sconti con i fornitori tramite chat, senza intervento umano, o il Personal Shopper su Instagram cui chiedere l’individuazione dell’oggetto/bene e lo svolgimento completo dell’acquisto.

Le motivazioni che hanno portato il colosso di Zuckerberg all’acquisizione nascono dal processo di trasformazione di Meta da una società di “social media” a una di “servizi autonomi”, diversificando anche i ricavi. Oltre all’integrazione di Manus in WhatsApp, Instagram e Messenger per permettere all’AI di fare cose concrete, come prenotare un intero viaggio, gestire la contabilità di una piccola impresa o programmare software, invece di limitarsi a suggerire testi, infatti, Meta potrà aggiungere al proprio business di mercato dipendente quasi interamente dalle entrate pubblicitarie, un modello di business basato su abbonamenti (SaaS) estremamente redditizio nel settore Enterprise, vendendo “dipendenti digitali” alle aziende per automatizzare processi complessi (analisi dati, ricerche di mercato, HR).

Ma soprattutto, per ammissione dello stesso Zuckerberg, costruire internamente un sistema così avanzato avrebbe richiesto anni, tempo che Meta non poteva permettersi di perdere nella corsa all’Intelligenza Artificiale Generale (AGI).