A metà tra racconto seriale e percorso di crescita imprenditoriale, pensato per parlare a startup, PMI e soprattutto alle nuove generazioni per far capire che innovare è una strada possibile e affascinante

Cosa serve per innovare? di solito a domande di questo genere ci sentiamo rispondere: un’idea, una buona tecnologia, un mercato pronto e qualche investitore interessato. È vero, ma è anche incompleto. Perché oggi, più che mai, non si innova davvero senza un nuovo modo di raccontare l’innovazione. È da questo presupposto che nasce The Perfect Pitch, la prima serie TV dedicata alle startup italiane presentata da Confindustria: un progetto inedito, a metà tra racconto seriale e percorso di crescita imprenditoriale, pensato per parlare a startup, PMI e soprattutto alle nuove generazioni.
Selezionate da RetImpresa in occasione del concorso ROCK (Registry Open Contest for Knotworking) per l’Open Innovation, tre startup che operano nel campo della mobilità sostenibile sono diventate il centro di un progetto televisivo prodotto da IlNewyorkese, Luckyhorn Entertainment e N41 Studios e disponibile su Mediaset Infinity. Le startup protagoniste della serie, che hanno avuto l’opportunità di volare a Detroit, hub internazionale dell’innovazione industriale, attivando relazioni e contatti utili allo sviluppo dei rispettivi business e rafforzando le prospettive di crescita sui mercati globali, sono Arlix, focalizzata su soluzioni innovative per la logistica e la mobilità, Limitless, che sviluppa tecnologie per abbattere le barriere architettoniche (specializzata in mobilità per persone con disabilità) e Novac, attiva nel settore dell’energy storage, con una tecnologia proprietaria per supercondensatori a stato solido.
The Perfect Pitch sperimenta un linguaggio diverso per raccontare un ecosistema che spesso appare distante, tecnico, “da addetti ai lavori”. Ed è esattamente ciò che ha sottolineato Fabrizio Landi, Presidente di RetImpresa: “La serie The Perfect Pitch, attraverso il racconto televisivo delle startup della mobilità sostenibile protagoniste di ROCK, sperimenta un linguaggio diverso per raccontare l’innovazione. Oggi, se vogliamo parlare davvero a chi innova e ai giovani, dobbiamo avere il coraggio di utilizzare nuovi modelli di comunicazione”. In altre parole: se l’innovazione non è raccontata con linguaggi comprensibili e coinvolgenti, rischia di restare un’élite. E un’innovazione d’élite, alla lunga, non cambia il Paese, non permea le nuove generazioni.
Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria e Vice Presidente Confindustria, ha definito la serie: “Una novità assoluta per il nostro sistema ed è un esempio concreto di come si possano raccontare l’impresa e l’innovazione con un linguaggio diverso che parla a startup, PMI e nuove generazioni”. Forse proprio progetti come quello di The Perfect Pitch ci possono aiutare a cambiare prospettiva a capire che la vera sfida non è solo finanziare startup, ma è costruire immaginari: far capire alle nuove generazioni che innovare è una strada possibile, concreta, vicina. Raccontare la sostenibilità con esempi, storie, modelli imitabili ci può aiutare a trasformarne il valore, a farla percepire non più come un tema da convegno, come parola da inserire nei report, ma come qualcosa di reale e soprattutto attuabile.
La vera forza di questo progetto è chenon parla soltanto alle startup ma parla, soprattutto, a chi potrebbe crearle. La serie ambisce a funzionare come un volano culturale capace di portare la crescita imprenditoriale fuori dai soliti contesti (incubatori, eventi, panel) rendendola un racconto accessibile, fruibile e, perché no, di ispirazione. Se vogliamo che l’innovazione diventi una pratica diffusa e non un discorso da specialisti, serve uno sforzo nuovo, serve un linguaggio nuovo. Serve storytelling. The Perfect Pitch vuole ricordarci che ogni innovazione, prima di diventare impresa, deve diventare narrazione. Perché, se sappiamo raccontare bene un’idea, un progetto lo possiamo vendere, lo possiamo trasformare da idea a prassi, lo possiamo far ambire a diventare cultura e tutto ciò che riesce a diventare cultura rappresenta davvero il futuro.
In fondo il “pitch perfetto” non è solo quello che convince un investitore, è quello che riesce a parlare alle persone, a far immaginare un mondo diverso e possibile. Perché la transizione sostenibile non si fa soltanto con tecnologie e capitali: si fa anche con storie capaci di attecchire. E se i semi giusti arrivano alle nuove generazioni, il futuro può davvero germogliare.

