Wine Tech Challenge: selezionate le 8 startup che cambieranno il vino italiano

Scelte tra ben 80 candidature internazionali, la short-list finale unisce sei eccellenze italiane e due player internazionali (provenienti da Stati Uniti e Lussemburgo)

Il futuro del mondo vinicolo passa per soluzioni in grado di unire filiera e tradizione con le tecnologie digitali più avanzate in uno sguardo organico che tuteli il made in Italy e renda il nostro Paese sempre più competitivo nei mercati internazionali. Dai biosensori inseriti direttamente nei tronchi delle viti fino alle membrane molecolari per i vini no-alcol, passando per intelligenze artificiali capaci di monitorare i prezzi sugli scaffali della Grande Distribuzione, a Verona sono state ufficialmente presentate le 8 startup selezionate per la Wine Tech Challenge, il programma di open innovation nato per integrare le tecnologie più avanzate lungo l’intera filiera vitivinicola.

La Wine Tech Challenge è un’iniziativa di spicco nata all’interno del Verona Agrifood Innovation Hub, l’ecosistema di innovazione promosso da Fondazione Cariverona insieme a una rete di partner istituzionali e industriali territoriali, insieme a Eatable Adventures, uno dei principali acceleratori Foodtech su scala globale, con il solido sostegno di UniCredit e l’apporto di quattro grandi aziende della filiera vitivinicola ed enologica italiana, che hanno collaborato attivamente per identificare le reali sfide del settore e che daranno alle startup selezionate, all’interno del percorso di sette mesi di sviluppo, la possibilità di testare, validare e scalare le proprie tecnologie usufruendo delle loro infrastrutture, vigne e cantine: Mack & Schühle Italia, Paladin Giovanni Cantine, Pasqua Vini e VasonGroup.

Le realtà vincitrici affrontano i grandi comparti del settore, divisi tra gestione agraria sostenibile, ottimizzazione della cantina e digitalizzazione dell’export:

  • Asteasier – AlgaVitis (Italia): Uno spin-off dell’Università di Verona che punta sulla sostenibilità circolare. Sfrutta innovativi fotobioreattori per catturare e trasformare l’anidride carbonica e le acque reflue di cantina in biomassa microalgale ad alto valore aggiunto.
  • PlantVoice (Italia): Propone una tecnologia da “vigneto aumentato”: speciali biosensori IoT vengono inseriti direttamente nel fusto della vite per analizzare la linfa in tempo reale. Questo permette di intercettare stress idrici o malattie prima che i danni siano visibili all’esterno.
  • BeadRoots (Italia): Sviluppa un idrogel naturale e completamente biodegradabile derivato dalle alghe. Posizionato nel terreno, trattiene l’acqua e la rilascia gradualmente, garantendo alle piante una forte resilienza alla siccità e un risparmio idrico che tocca l’85%.
  • Weed Laser Cleaner (Italia): Una soluzione agronomica d’avanguardia che elimina l’uso di diserbanti e input chimici nel sottofila. Il sistema si basa su moduli laser ad alta precisione montati direttamente sui trattori per colpire le erbe infestanti.
  • ALTR (USA): Startup statunitense che risponde al trend globale in forte crescita dei prodotti a bassa gradazione o analcolici. Ha brevettato una tecnologia di dealcolazione a nano-membrane che opera a temperatura ambiente, togliendo l’alcol ma preservando intatto il profilo aromatico e la qualità del vino.
  • Direct From Italy (Italia): Una piattaforma SaaS pensata per abbattere le barriere burocratiche dell’export. Automatizza la complessa compliance doganale e il calcolo delle accise in ben 46 Paesi, facilitando la vendita diretta all’estero (D2C) da parte delle cantine.
  • Dolia (Lussemburgo): Un vero e proprio sistema operativo commerciale per il mondo del vino, potenziato dall’Intelligenza Artificiale. Centralizza tutti i flussi di vendita, automatizza gli ordini internazionali complessi e monitora lo stock della cantina in tempo reale.
  • Prefe (Italia): Un sistema di Instant Intelligence dedicato alla pianificazione commerciale. Monitora quotidianamente oltre 8.000 punti vendita fisici per fornire alle aziende vitivinicole dati precisi su distribuzione, assortimenti e posizionamento dei prezzi all’interno della GDO (Grande Distribuzione Organizzata).