Zuckerberg vuole una super Intelligenza artificiale

Il nuovo gruppo si chiama Meta Superintelligence Labs e viene annunciato da Mark Zuckerberg con una nota interna (nel solito, estremamente magniloquente e biblico stile) pubblicata integralmente da Cnbc, dopo una dispendiosissima campagna acquisti dei maggiori talenti disponibili (e non) sul mercato che ha strappato a suon di centinaia di milioni di dollari a contratto, le migliori menti alle concorrenti nel campo dell’IA. Si rivoluziona la realtà, cambiano anche le modalità di intervento nel mondo dell’Intelligenza Artificiale: se in passato i giganti di big tech preferivano acquisire, in toto o in parte, start up e società appena avviate per ampliare il proprio business o togliere di mezzo possibili, futuri concorrenti, oggi Meta, Microsoft e Google acquisiscono direttamente e con ingaggi milionari gli ingegneri dell’intelligenza artificiale (anche se proprio Meta non ha disdegnato di proseguire anche nella vecchia politica di acquisizioni, prendendosi a giugno il 49% delle quote di Scale AI per oltre 14 miliardi di dollari, Ceo compreso).

L’obiettivo non è solamente di recuperare il ritardo di Meta nella rincorsa all’IA rispetto a OpenAI e soci, ma addirittura quello di realizzare qualcosa di nuovo e di ulteriore: l’Artificial Super Intelligence (ASI) basata su software con una portata intellettuale che va oltre l’intelligenza umana.