CDP investe nel grafene sostenibile di ESA NanoTech

L’ingresso nel capitale della startup pisana punta a scalare la tecnologia brevettata GLEAM, in grado di abbattere del 99% i consumi energetici di produzione del grafene e di dimezzare i costi di riscaldamento

Transizione ecologica e deeptech sempre più unite nelle strategie di investimento di CDP Venture Capital SGR, che entra ufficialmente nel capitale sociale di ESA NanoTech, realtà d’eccellenza italiana specializzata nella produzione sostenibile di grafene e nello sviluppo di materiali avanzati. L’investimento, effettuato attraverso il comparto dedicato alle tecnologie di frontiera, ha come obiettivo primario quello di accelerare l’industrializzazione e la scalabilità su scala globale di GLEAM (Graphene Laser Enhanced Automated Machine), tecnologia pionieristica interamente sviluppata in Italia che promette di rivoluzionare gli standard di efficienza dell’intero settore.

La tecnologia GLEAM rappresenta una vera e propria rivoluzione nella produzione verde, con una ricaduta impressionante sul risparmio energetico: il metodo Laser-Induced Graphene (LIG) utilizza una luce laser focalizzata che permette di convertire precursori plastici e materiali di scarto in grafene poroso ad altissima conducibilità. Il risultato è l’eliminazione completa dell’uso di reagenti chimici pericolosi, tipici dei vecchi processi di sintesi e una riduzione dei consumi energetici di produzione del 99% rispetto a metodi tradizionali come la deposizione chimica da vapore (CVD) o l’esfoliazione liquida.

“ESA NanoTech rappresenta esattamente il tipo di innovazione strategica su cui puntare: una tecnologia proprietaria, il processo GLEAM, capace di abbattere costi e impatto ambientale nella produzione di grafene, aprendo mercati finora inaccessibili per ragioni economiche, dall’accumulo energetico all’aerospazio”, ha dichiarato Stefano Molino, Responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital. “Le prime applicazioni industriali, come il sistema di riscaldamento G-Radiant, dimostrano la capacità del team di portare la ricerca fuori dai laboratori e tradurla in prodotti concreti. Crediamo che questa operazione possa contribuire a costruire una filiera nazionale dei materiali avanzati, riducendo la dipendenza da catene di approvvigionamento estere”.

Il primo e più immediato campo di applicazione di questo grafene sostenibile è G-Radiant, un sistema di riscaldamento radiante ad infrarossi a onde lunghe che sfrutta le proprietà uniche della membrana in grafene trasformando l’energia elettrica in un flusso termico omogeneo senza stratificazione dell’aria. Il risparmio energetico stimato è superiore al 50% rispetto ai tradizionali sistemi idronici (come i riscaldamenti a pavimento tradizionali), unito alla totale assenza di emissioni elettromagnetiche. Ma è solo l’inizio: l’abbattimento dei costi e la riduzione dell’impronta carbonica del grafene rappresentano infatti due fattori fondamentali anche per mercati strategici come l’aerospazio, la sensoristica avanzata e l’accumulo energetico.

“Con il supporto di CDP Venture Capital, ESA NanoTech consolida l’attuazione di un ambizioso piano industriale che mira ad estendere la penetrazione della nostra tecnologia laser proprietaria GLEAM nei principali settori industriali”, ha dichiarato Leonardo Maria Del Vecchio, Presidente di ESA NanoTech. “La nostra missione è la produzione di nanomateriali ad alte prestazioni, adattandone la struttura microscopica per rispondere alle esigenze specifiche di settori strategici, con un focus prioritario sulle batterie di nuova generazione per accelerare la transizione energetica globale e sull’efficienza termica garantita dalla nostra tecnologia radiante”.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il grafene è diventato un elemento indispensabile per l’industria di precisione grazie a proprietà fisiche straordinarie come una resistenza 200 volte superiore a quella dell’acciaio e una conducibilità termica ed elettrica senza rivali. Sono stati, storicamente, i costi di mercato proibitivi a limitarne e frenarne l’adozione su larga scala, costi che oscillano dai pochi centesimi delle nanopiastrine grezze fino a oltre 400 dollari al grammo per il materiale monostrato ad altissima purezza. Il bilancio ecologico è sempre stato enorme, perché i metodi di sintesi chimica tradizionali richiedono un immenso apporto energetico (fino a 1000 MJ per chilo di materiale) e l’uso di acidi fortemente corrosivi, che generano tonnellate di rifiuti tossici e un’impronta di carbonio che può superare gli 8 kg di CO2 equivalente per chilogrammo prodotto. La transizione verso metodi di produzione ecologici è diventata l’unica vera soluzione per un utilizzo del grafene a costi, anche ambientali, accettabili. In questo scenario si inseriscono soluzioni innovative come la tecnologia GLEAM della startup ESA NanoTech, che riducendo i consumi energetici del 99% ed eliminando i reagenti tossici abbatte drasticamente i costi di produzione offre all’industria dei semiconduttori e della sensoristica avanzata un materiale sostenibile, accessibile e pronto per l’integrazione di massa.

il Direttore Responsabile Michele Di Schino