Innovazione Sociale, Crisi Climatica ed Economia Circolare i tre temi maggiormente trattati dai mezzi d’informazione in Italia
La narrazione della sostenibilità, le analisi e le notizie, l’impatto climatico e le sue conseguenze, il mare sconfinato delle tematiche legate al mondo della sostenibilità trattate dai canali dell’informazione sono messe a sistema e analizzate compiutamente nella dodicesima edizione del Rapporto Eco Media 2025, curato dal Pentapolis Institute Ets insieme al web magazine Eco in Città e con il supporto di Volocom, e presentato a Roma presso la sede italiana del Parlamento europeo.
Il monitoraggio è stato operato su oltre 4 milioni di articoli e passaggi radiotelevisivi, analizzando l’andamento dell’informazione ambientale strutturata in nove grandi aree tematiche. Ne emerge che l’attenzione mediatica ai temi green è costante, ma si concentra fortemente sulle parole d’ordine e sui grandi trend concettuali, faticando a scendere nel dettaglio delle abitudini concrete e quotidiane.
Sono due i macrotemi ad aver superato la soglia critica del milione di citazioni complessive: al primo posto troviamo l’Innovazione Sociale, categoria che unisce il ruolo delle imprese sociali, del terzo settore e la riconversione sostenibile delle aziende, con un dominio particolare sui canali web. Seguono, al secondo posto, le notizie legate alla Crisi Climatica, che si confermano il fulcro della carta stampata, trainate soprattutto dai dibattiti estivi sulla giustizia climatica in vista della COP30 di Belém. L’Economia Circolare, con oltre 900mila citazioni, chiude il podio, seguita dai cluster dedicati all’Energia, alle Risorse Naturali e alla Biodiversità.
L’esempio migliore però della dicotomia tra trend e concetti generali legati alla sostenibilità e soluzioni pratiche per ridurre l’impatto di fattori inquinanti è evidente nella tematica della Mobilità, settore responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea, ma che la stampa italiana relega all’ultimo posto della classifica, con appena 217.920 occorrenze complessive e, tendenzialmente, generiche: l’etichetta “mobilità sostenibile” copre da sola il 75% delle menzioni, mentre i temi più pratici e trasformativi come la mobilità elettrica, il car sharing e la mobilità condivisa, restano marginali.
Analizzando i mezzi di informazione, il panorama informativo della comunicazione ambientale è dominato dal digitale, che raccoglie il 66,21% della copertura totale, seguito a grande distanza dalla carta stampata (15,07%) e dalla televisione (14,65%). La radio, pur essendo un canale costante, rimane una nicchia con poco più del 4% delle citazioni.
Il rapporto lancia un appello conclusivo sull’importanza del giornalismo professionale: solo una narrazione strutturata e scientificamente verificata, capace di connettere i grandi concetti della crisi climatica con le soluzioni pratiche della vita di tutti i giorni, potrà realmente supportare i cittadini nella comprensione e nella gestione della transizione ecologica.

