Il report Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente analizza lo stato di salute della scuola italiana nel 2024, raccogliendo dai 97 comuni capoluogo su 112 dati sconfortanti sui 7.063edifici scolastici di loro competenza, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Nel 2024 solo il 47% degli edifici dispone del certificato di agibilità, appena il 45% ha il collaudo statico, meno del 15% degli edifici in zona sismica è stato progettato o adeguato secondo la normativa antisismica, ancora il 54,8% degli edifici non ha beneficiato della verifica di vulnerabilità sismica.

Sostenibilità e servizi arrancano: gli interventi per l’efficientamento energetico riguardano solo il 16% degli edifici, solo il 6,5% degli edifici con certificazione energetica risulta in classe A, il 66,6% si colloca nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G). L’adozione di impianti da fonti rinnovabili è ancora troppo marginale (21%), con le Isole addirittura ferme al 10,8%.

La manutenzione? Poca e sottofinanziata. I fondi 2024 per la manutenzione straordinaria diminuiscono (media nazionale di 39.648€ per edificio, contro la i 43.563€ della media annua degli ultimi cinque anni), con il Nord che spende mediamente 41.699€ ad edificio e il Sud e le Isole crollano a 5.564€ e 5.234€. La manutenzione ordinaria presenta un’insufficiente media di appena 8.338 euro spesi per edificio a livello nazionale.

“Per garantire edifici sicuri, sostenibili e adeguati ai bisogni educativi – commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – la scuola pubblica italiana ha bisogno di investimenti regolari e consistenti nella manutenzione straordinaria e in quella ordinaria. Seppure da anni vengono stanziati nuovi fondi per l’edilizia scolastica questi continuano a risultare estremamente frammentati, sia per fonte che per livello di governo, generando una dispersione che ostacola la pianificazione strategica e la trasparenza nell’allocazione delle risorse. Per questo chiediamo, in primis, che venga definito un piano e una strategia nazionale per la manutenzione delle scuole prevedendo risorse certe, procedure semplificate e criteri di riparto equi, capace di affrontare con urgenza i casi più critici e garantire il diritto allo studio in ambienti sicuri, accessibili e salubri. Allo stesso tempo è importante anche replicare le buone pratiche già attive nel Paese, come raccontiamo nel nostro report, e che hanno per protagoniste scuole attente alla sostenibilità”.