Perché le startup europee stanno attirando l’attenzione mondiale e rendendo l’Europa il terzo polo dell’innovazione globale

C’è un terzo polo nello sviluppo globale della tecnologia ed è l’Europa. In un contesto di duopolio, con relative sfide geopolitiche ed economiche, che vedeva Stati Uniti e Cina confrontarsi su startup, intelligenza artificiale e deeptech, si inserisce ormai il Vecchio Continente, al di là dei casi Mistral e Lovable.
Si chiama infatti proprio “Beyond Lovable and Mistral: 21 European startups to watch” l’analisi pubblicata a inizio maggio da TechCrunch, una delle testate più influenti del settore tecnologico mondiale, ed è una selezione delle startup europee considerate più promettenti del momento.
La metodologia utilizzata dalla testata è interessante, perché basata sulla visione che hanno dell’ecosistema i diretti investitori: è stato chiesto ad alcuni dei principali fondi di venture capital europei di indicare sia startup presenti nei propri portafogli sia aziende esterne considerate particolarmente promettenti. Ne emerge un quadro di dove si sta dirigendo l’innovazione (e soprattutto gli investimenti che la sostengono) differente dagli indirizzi degli ultimi dieci anni, dominati da app consumer, piattaforme social e servizi digitali. Oggi infatti l’Europa sembra puntare su qualcosa di diverso: tecnologie profonde, infrastrutture industriali e intelligenza artificiale applicata al mondo reale, cercando di costruire un’identità tecnologica autonoma rispetto agli Stati Uniti. Non si punta a replicare i modelli delle Big Tech americane, ma a sviluppare competenze nei settori più strategici dell’economia futura: energia, robotica, difesa, semiconduttori, AI industriale e space economy: le startup europee più interessanti non stanno costruendo soltanto software, ma infrastrutture tecnologiche.
La maggior parte delle aziende individuate lavorano ovviamente sull’intelligenza artificiale, ma non nel modo a cui il grande pubblico si è abituato con i chatbot: Multiverse Computing, Roofline o Fundamental stanno lavorando su modelli AI più leggeri, sistemi di ottimizzazione hardware e piattaforme capaci di gestire enormi quantità di dati aziendali, in controtendenza rispetto alla potenza computazionale e i grandi modelli generalisti delle Big Tech statunitensi e concentrandosi maggiormente sui vantaggi competitivi nell’efficienza e nella specializzazione, un’impronta più vicina, per esempio, agli sviluppi dell’AI cinesi.
Accanto all’intelligenza artificiale emerge poi un altro fenomeno che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile nel venture capital europeo: il ritorno, complice la situazione geopolitica e in particolar modo la guerra in Ucraina, della defense tech e del crescente interesse per le aziende capaci di sviluppare infrastrutture critiche per il continente. Startup come Alta Ares o Optics11 stanno sviluppando sistemi anti-drone, sensori avanzati e tecnologie di sicurezza applicabili sia in ambito militare sia civile.
Correlato alle tensioni geopolitiche globali e conseguenza diretta della crisi energetica da queste generata con prospettive di medio e lungo termine drammatiche, il comparto energetico vive un vero e proprio boom di interesse da parte degli investitori, diventando anche una delle chiavi indispensabili per avere un ruolo nell’economia del prossimo decennio. Hanno destato sensazione, infatti, startup come Flower, che utilizza l’AI e batterie per stabilizzare le reti energetiche alimentate da fonti rinnovabili, mentre Proxima Fusion è una delle realtà europee più ambiziose nel campo della fusione nucleare.
La stessa logica vale per la robotica e l’automazione industriale, asset dove vengono evidenziate realtà come Inbolt o Theker stanno costruendo sistemi capaci di automatizzare fabbriche, logistica e processi operativi attraverso AI e robotica avanzata, una direzione quasi naturale per il continente europeo, che continua ad avere una forte base manifatturiera e industriale.
Una forte tradizione che si sta consolidando anche in un nuovo comparto dove l’Europa, e l’Italia in prima fila, si è ritagliata un ruolo globale. Parliamo dello SpaceTech, che registra la menzione di PLD Space, che lavora su razzi riutilizzabili europei, e di Space Forge, che punta addirittura alla produzione di semiconduttori nello spazio sfruttando le condizioni di microgravità.
L’elenco di tutte le 21 startup conferma questa distribuzione dell’interesse degli investitori, insieme al chiaro e deciso cambio di paradigma che ha intrapreso l’ecosistema dell’innovazione europeo: non più semplice mercato regolato o incubatore di startup destinate a essere acquisite da aziende americane, ma possibile polo industriale specializzato nelle tecnologie più complesse e strategiche:
- Alta Ares: Sviluppa sistemi anti-drone basati su AI per il settore difesa. È stata evidenziata per la crescente domanda europea di tecnologie militari autonome ed economiche.
- Apron: Piattaforma fintech che automatizza gestione fatture e pagamenti per PMI.
- Botify: Aiuta i brand a ottimizzare la propria presenza nei motori di ricerca AI e nella cosiddetta “Generative Engine Optimization”.
- BottleCap AI: Sviluppa modelli linguistici efficienti e applicazioni AI consumer.
- Cailabs: Specializzata in fotonica e comunicazioni laser per spazio, difesa e industria.
- Cala: Costruisce una “knowledge layer” per agenti AI.
- Flower: Usa AI e sistemi di accumulo per stabilizzare la produzione di energia rinnovabile.
- Fundamental: Ha sviluppato “Nexus”, un foundation model per analizzare grandi quantità di dati aziendali.
- Gradium: Crea modelli vocali AI multilingua in tempo reale.
- HappyRobot: Realizza agenti AI per processi aziendali complessi, con focus sul ritorno economico concreto.
- Inbolt: Combina robotica e AI per automatizzare linee produttive industriali.
- Legora: Piattaforma AI per avvocati e studi legali.
- Macrodata Labs: Sviluppa strumenti per costruire dataset di addestramento AI di alta qualità.
- Multiverse Computing: Riduce dimensioni e costi operativi dei modelli AI open source.
- Optics11: Produce sistemi di monitoraggio in fibra ottica per ambienti estremi e infrastrutture sottomarine.
- Pennylane: Punta a diventare un sistema operativo finanziario completo per le PMI europee.
- PLD Space: Lavora a lanciatori spaziali riutilizzabili per piccoli satelliti.
- Proxima Fusion: Una delle startup europee più promettenti nel campo della fusione nucleare.
- Roofline: Sviluppa software che facilita il deployment di modelli AI su chip differenti.
- Space Forge: Produce semiconduttori nello spazio sfruttando condizioni di microgravità.
- Theker: Fornisce robot AI-as-a-service per logistica, retail e gestione rifiuti.

