GITEX Africa 2026: la nuova frontiera digitale è a Marrakech

L’evento ha sancito la fine del “tech-winter” africano: con oltre 1.000 tech hub attivi sul continente e una popolazione giovane che sta guidando l’adozione dell’IA, il continente rappresenta oggi il laboratorio più dinamico del mondo

Si è conclusa la scorsa settimana a Marrakech l’edizione 2026 di GITEX Africa, la tre giorni (7-9 aprile) continentale centro della rivoluzione tecnologica del continente. Con una partecipazione senza precedenti e una fitta rete di accordi bilaterali, l’evento ha tracciato la rotta per un’Africa intesa non più come un semplice mercato di sbocco, ma un produttore globale di innovazione, specialmente nel campo dell’Intelligenza Artificiale.

L’edizione di quest’anno ha trasformato Marrakech in una vera e propria “Silicon Valley mediterranea”, con oltre 1.450 aziende e startup per un incremento del 50% rispetto alla prima edizione e più di 55.000 visitatori professionali provenienti da 145 paesi e oltre 400 investitori internazionali con un capitale gestito superiore ai 350 miliardi di dollari. L’evento ha visto anche la presentazione del report di Partech Africa e TechCabal Insights, che ha evidenziato un momento di svolta per l’ecosistema startup africano dopo la contrazione del 2023-2024, con un 2025 chiuso con un rimbalzo a 4,1 miliardi di dollari di finanziamenti totali, +25% rispetto all’anno precedente. La novità strutturale del 2026 emersa è l’esplosione del Debt Funding, che rappresenta ora il 57% del capitale totale, segno di un ecosistema più maturo che cerca alternative alla semplice cessione di quote azionarie, e una Diversificazione Settoriale che vede sempre il Fintech raccogliere ben il 32% degli investimenti, ma con una crescita verticale di Cleantech (+186%), Healthtech (+232%) ed E-mobility, quest’ultimo diventato il settore più capitalizzato nei primi mesi dell’anno grazie a mega-round per aziende di veicoli elettrici.

Uno dei momenti cardine di GITEX Africa 2026 è stato il lancio del Digital Dialogue tra l’Unione Europea e il Marocco. Attraverso il Ministero della Transizione Digitale marocchino, le due potenze hanno stretto un accordo strategico su cybersicurezza, governance dell’IA e infrastrutture cloud, puntando a standard comuni che facilitino l’export tecnologico. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno riaffermato la loro presenza con giganti come Oracle, Salesforce e Dell, promuovendo una visione di “Trade, not aid” (commercio, non aiuti), volta a integrare le startup africane nelle supply chain globali americane.

La presenza dell’Italia è stata concentrata strategicamente nel Padiglione Italia coordinato dall’ICE – Italian Trade Agency, che ha portato 15 realtà italiane d’eccellenza nei comparti di IA applicata alla salute, Blockchain per la logistica e tecnologie Cloud. Le imprese italiane hanno partecipato a sessioni di matchmaking mirate a intercettare i fondi sovrani africani e i grandi telco operator del continente, anche nell’ottica concreta del “Piano Mattei” per la digitalizzazione, trasformando il Marocco in un ponte per le aziende italiane verso l’Africa Sub-Sahariana.

GITEX Africa 2026 ha dimostrato che il “tech-winter” africano è finito, perché con oltre 1.000 tech hub attivi sul continente e una popolazione giovane che sta guidando l’adozione dell’IA, il continente rappresenta oggi il laboratorio più dinamico del mondo.