I Data Center Europei tra costi, crescita e sostenibilità

I data center europei aumenteranno esponenzialmente il proprio fabbisogno energetico: la situazione dell’Italia

L’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta innescando una rivoluzione energeticamente intensiva nel settore dei data center europei. L’utilizzo massivo di server con GPU ad alte prestazioni per l’addestramento e l’esecuzione di modelli complessi (come gli LLM), presentano un fabbisogno energetico nettamente superiore rispetto ai data center tradizionali, con proiezioni chiare e insieme allarmanti: il consumo di elettricità dei data center nell’Unione Europea potrebbe triplicare entro il 2030, passando dagli attuali circa 62TWh fino a superare i 150TWh, con alcune stime che toccano i 287TWh. A livello globale, l’AI determinerà la quintuplicazione dei consumi globali entro la fine del decennio.

La conseguenza è che l’energia elettrica è la voce più pesante nei Costi Operativi (OPEX) nei server dedicati all’AI, arrivando a costituire il 50-70% del costo totale per i servizi di colocation. A livello di Costi di Capitale (CAPEX), le strutture hyperscale ad alta affidabilità (Tier IV), necessarie per le operazioni critiche dell’AI, richiedono investimenti significativamente maggiori. Si parla di 1.500-2.000 € per kW di carico IT installato, quasi il doppio rispetto agli 800-1.200 €/kW di un Tier III standard, a causa della necessità di sistemi di alimentazione e raffreddamento altamente ridondanti. A livello europeo, i costi operativi aggregati annuali per l’energia dei data center AI raggiungeranno decine di miliardi di euro entro il 2030, a seconda della volatilità dei prezzi.

L’Italia si posiziona in questo mercato con la potenzialità di divenire il nuovo hub digitale del Mediterraneo, registrando un trend di crescita aggressivo nel settore dei data center, con una potenza IT totale installata stimata a circa 513 MW nel 2024, proiettata a raggiungere i 2 GW entro il 2030, un tasso che implica una triplicazione della capacità in soli cinque anni. Ingenti gli investimenti di capitale, con 5 miliardi di euro già spesi nel biennio 2023-2024 e una previsione di ulteriori 10,1 miliardi di euro per il 2025-2026. L’impatto sul PIL nazionale è stimabile a +800 milioni di euro per 5.500 nuovi posti di lavoro. Milano è l’epicentro di questa crescita, contribuendo da sola con circa 238 MW di potenza IT, registrando un incremento del +34% anno su anno. La sua posizione geografica e l’attrattività per gli hyperscaler ne fanno un polo strategico in Europa.

Il costo medio dell’energia in Italia è, però, un problema che rischia di rallentare la crescita degli investimenti, perché storicamente superiore a molti competitor europei, toccando nel 2025 circa 133,5€/MWh, il che rende l’OPEX in Italia più oneroso, con l’incombente rischio di saturazione della rete elettrica in mancanza di adeguati e immediati interventi che comportano costi e investimenti ulteriori.

Lo sviluppo futuro dell’AI dipende dalla capacità dell’Europa di fornire una potenza elettrica adeguata, ma soprattutto sostenibile, una necessità recentemente affrontata dal nuovo Grids Package Europeo. I data center AI contribuiscono da soli fino al 10% della crescita della domanda elettrica europeaal 2030, rendendo la questione dell’efficienza energetica cruciale, visti i costi di congestione e vincoli di rete che si aggirano sui 4,3 miliardi di euro.

La corsa per raggiungere la leadership nella corsa digitale passa, per l’Italia e in particolare per Milano, da una capitalizzazione degli imponenti investimenti per raggiungere l’obiettivo dei 2GW, superando il duplice nodo del costo dell’energia e dell’adeguamento infrastrutturale della rete, elementi fondamentali per garantire la sostenibilità economica e ambientale dell’AI.