Nella categoria EIT Women Leadership spicca il nome di Stefania Raimondo, co-fondatrice di Navhetec, che ha conquistato il secondo posto
Il 4 giugno 2026, durante l’EIC Summit di Bruxelles, la Commissione Europea ha celebrato le vincitrici della dodicesima edizione del Premio europeo per le donne innovatrici (European Prize for Women Innovators). Il riconoscimento, promosso dall’European Innovation Council (EIC) e dall’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT), conferma ancora una volta come l’imprenditorialità femminile sia un motore fondamentale per la competitività, la sostenibilità e il progresso scientifico del continente. La competizione ha premiato innovatrici di calibro internazionale, sottolineando la diversità e l’impatto delle soluzioni proposte:
- Categoria “EIC Women Innovators”: La vittoria è andata a Katerina Spranger (Ucraina/Regno Unito), fondatrice di Oxford Heartbeat, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per rendere più sicuri e precisi i trattamenti degli aneurismi cerebrali.
- Categoria “EIC Rising Innovators” (under 35): Il primo premio è stato assegnato alla belga Marta Oliveira, co-fondatrice di ATMOS Space Cargo, che sta sviluppando capsule spaziali riutilizzabili per il recupero di materiali dall’orbita terrestre.
- Categoria “EIT Women Leadership”: Il gradino più alto del podio è stato occupato dalla portoghese Ella Frances Cullen, co-founder di Minespider, premiata per la creazione di una piattaforma che utilizza blockchain e AI per gestire i “passaporti digitali” di batterie e prodotti, favorendo la tracciabilità e la sostenibilità lungo l’intera catena di fornitura.
E proprio nella categoria EIT Women Leadership, dedicata alle leader che si sono distinte all’interno della comunità dell’EIT, spicca il nome di Stefania Raimondo, co-fondatrice di Navhetec, una spin-off accademica dell’Università di Palermo, che ha conquistato il secondo posto, un successo che rappresenta un riconoscimento di altissimo valore per il sistema della ricerca italiana, confermando l’importanza di investire in percorsi multidisciplinari capaci di trasferire l’innovazione dal laboratorio al mercato e di farlo valorizzando l’eccellenza di donne capaci di competere a livello globale. In un contesto globale sempre più competitivo, valorizzare il contributo femminile significa infatti rafforzare la capacità dell’Europa e delle singole nazioni di generare innovazione “deep-tech” che sia non solo tecnologicamente avanzata, ma profondamente benefica per la società.

