I dati del primo trimestre 2026 sul Venture Capital in Italia delineano un mercato complessivo che tiene grazie a pochi round “late stage” di grandi dimensioni, mentre il segmento Pre-seed e Seed sta letteralmente svanendo

L’allarme arriva da InnovUp, l’associazione che rappresenta la filiera dell’innovazione, insieme a diversi gruppi di Business Angel italiani quali Angels4Impact, Angels4Women, BAN, Doorway e IAB, che in una nota ufficiale analizzano il crollo verticale degli investimenti nelle startup nelle primissime fasi di vita. Secondo i report relativi al Q1 2026, il comparto Seed ha registrato una contrazione epocale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con i capitali investiti che sono passati da 99 milioni di euro a soli 21 milioni, segnando un -78,8% che non ha precedenti recenti. Dato reso ancor più preoccupante dal numero di round quasi dimezzato, passato da 60 a 31.
Secondo InnovUp, la causa principale di questo “inverno del seed” non è la mancanza di idee o di coraggio degli imprenditori, ma l’instabilità normativa. La scadenza (o il mancato rifinanziamento strutturale) della detrazione fiscale del 30% per chi investe in startup e PMI innovative ha allontanato i Business Angel, i veri “motori” delle fasi iniziali. “Il mercato non può vivere di incertezze”, si legge nel comunicato. “L’urgenza è ripristinare e rendere strutturali gli incentivi fiscali. Senza la detrazione del 30%, il rischio percepito dagli investitori privati diventa insostenibile, bloccando la pipeline di nuove imprese che dovrebbero diventare le scale-up di domani”.
Il rapporto tra il presente e gli anni passati a livello di volumi totali, circa 367 milioni di euro nel trimestre, definisce il senso di questo cambiamento: l’Italia è in linea con gli anni passati per finanziamenti, ma i capitali si stanno concentrando su aziende già mature, mentre il terreno sottostante si sta inaridendo. Senza un intervento immediato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per garantire stabilità agli sgravi fiscali, il rischio è che l’Italia perda competitività rispetto ai partner europei come Francia e Germania, dove gli incentivi per l’early-stage sono pilastri consolidati della politica industriale.
La richiesta della filiera guidata da InnovUp è chiara: rinnovo immediato della detrazione 30% per gli investimenti in startup e PMI innovative, semplificazione burocratica per l’accesso ai fondi di co-investimento e visione a lungo termine che trasformi le misure d’emergenza in un quadro normativo certo per i prossimi 5 anni.

Il plus di StartupNewsItalia. Cosa dicono i report europei sulla fase che sta vivendo il mercato pre-seed e seed a livello continentale? Tech.eu evidenzia come solo il 6,9% delle aziende che hanno raccolto fondi sia in fase Seed, un segnale che le barriere all’entrata per le nuove startup sono diventate altissime, mentre PitchBook European Venture Report sottolinea come i gestori di fondi esperti (Tier 1) raccolgono capitali con facilità, mentre i nuovi fondi (emerging managers), che solitamente alimentano il pre-seed, faticano a chiudere la raccolta, segnando un -18,6% rispetto all’anno precedente. Infine, il report di Atomico “State of European Tech” (Update 2026) conferma che l’Europa sta diventando un hub per il Deep Tech (Quantum, Difesa, Clima), ma avverte che la mancanza di investimenti diffusi nelle fasi pre-seed potrebbe creare un “buco generazionale” di startup tra 2-3 anni. Leggi il nostro approfondimento.

