Next-Gen Food: 118 startup italiane in prima linea per innovare la filiera dell’Agrifood italiano

Sono 118 le imprese innovative italiane mappate dal report che coprono l’intera filiera, dall’agritech agli alimenti alternativi, fino alla logistica e alla nutrizione personalizzata

Cariplo Factory, hub di open innovation e circular economy in Italia, ha pubblicato, con il patrocinio della Commissione Europea, la quinta edizione del suo report di ricerca, intitolato “Next-Gen Food – Il futuro del cibo, il cibo del futuro”, in cui ha mappato l’ecosistema italiano raccogliendo le testimonianze dirette di startup, spinoff e PMI innovative con un livello di maturità tecnologica medio-alto (TRL pari o superiore a 5), portando alla luce numeri e tendenze ben precisi che ridefiniscono la catena del valore agroalimentare nel nostro Paese.

Sono quindi 118 le imprese innovative italiane mappate dal report che coprono l’intera filiera, dall’agritech agli alimenti alternativi, fino alla logistica e alla nutrizione personalizzata, con un netto spostamento rispetto al passato dall’univoca attenzione al consumatore finale (B2C) alla vendita di servizi e tecnologie alle aziende della filiera tradizionale. Soprattutto, sono startup che hanno fatto della sostenibilità un vero e proprio fattore competitivo per attirare capitali: chi misura e comunica in modo trasparente il proprio impatto ambientale e criteri ESG ha circa il 10% in più di probabilità di raccogliere investimenti sul mercato rispetto a chi non lo fa.

Il report evidenzia sostanzialmente tre grandi direttrici tecnologiche e di mercato. Partendo dal Novel Food, si prospetta un mercato globale delle proteine alternative (plant-based, fermentazione di precisione e carne coltivata) che supererà i 290 miliardi di dollari entro il 2035, rappresentando l’11% dell’intero mercato proteico. In Italia, accanto ai consolidati prodotti a base vegetale, cresce l’interesse per la fermentazione di precisione (+40% di tasso di crescita annuo stimato) in grado di replicare proteine specifiche (come quelle del latte) senza allevamenti intensivi.

Secondo asset riguarda l’AgTech e Agricoltura di Precisione, dove l’ottimizzazione delle risorse scarse, come acqua e suolo, passa per l’Internet of Things (IoT) e l’Intelligenza Artificiale. L’adozione di sensori e droni consente una riduzione fino al 30% dell’uso di acqua e del 20% di fertilizzanti e pesticidi e le Smart Greenhouse e le fattorie verticali crescono a un ritmo del 23% annuo, slegando la produzione dai rischi dei cambiamenti climatici estremi.

Infine, l’area relativa a Food Waste, Tracciabilità e Upcycling vede le startup italiane eccellere nell’economia circolare, trasformando gli scarti industriali in nuovi ingredienti nobili, integratori o packaging biodegradabili, abbattendo l’impronta carbonica dell’intera filiera.