
Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. Un asset in forte crescita nella sua dimensione di servizi digitali accessibili e l’intuizione di trasformare una ricerca spesso casuale in un’esperienza guidata, semplice e personalizzata. Intervista esclusiva con il founder Luca Troiano

Oltre 1000 pazienti e 103 consulenze in poco più di un mese dal lancio e interamente in bootstrapping, cioè senza ricorso a finanziamenti esterni: i primi numeri di NutriSpace, testimoniano non solo della crescita sempre più sensibile della domanda di servizi nutrizionali accessibili e digitali, ma che la soluzione prospettata dalla startup italiana funziona immediatamente, anche grazie a una fortissima trazione social, con oltre 600.000 impressioni e il superamento della soglia dei 5000 follower. Per questo motivo, per comprendere l’evoluzione di un asset sempre più in crescita, quello dell’HealthTech nella sua dimensione di servizi digitali accessibili, e per conoscere al meglio la storia e le specificità di Nutrispace, abbiamo incontrato il founder Luca Troiano.
Avete raggiunto oltre 1.000 registrazioni in un solo mese lavorando in bootstrapping: qual è stata l’intuizione o l’esperienza personale che vi ha spinto a capire che il mercato italiano avesse un bisogno concreto e urgente di una piattaforma di questo tipo, anziché continuare a fare affidamento sui canali tradizionali?
“NutriSpace nasce dall’osservazione di un problema molto concreto: in Italia trovare il professionista della nutrizione più adatto alle proprie esigenze è ancora un processo frammentato, spesso basato sul passaparola, sulla vicinanza geografica o sulla visibilità ottenuta sui social. Il paziente, però, non ha semplicemente bisogno di trovare “un nutrizionista”, ma ha bisogno di individuare quello più adatto al proprio obiettivo, alle proprie esigenze, alle eventuali problematiche specifiche e anche al proprio modo di vivere il percorso. L’intuizione è stata quindi quella di trasformare una ricerca spesso casuale in un’esperienza guidata, semplice e personalizzata. Il raggiungimento di oltre 1.000 registrazioni in poco più di un mese, insieme alle prime consulenze completate sulla piattaforma, ci ha dato una prima conferma concreta: esiste una domanda reale per un accesso alla nutrizione che sia più immediato, comprensibile e vicino alle esigenze delle persone”.
Il settore della salute digitale in Italia è sempre più affollato. Cosa rende NutriSpace un asset distintivo rispetto a piattaforme di telemedicina generaliste o ai classici portali di prenotazione medica? In che modo la vostra verticalizzazione specifica sulla nutrizione trasforma radicalmente il valore offerto sia al paziente che al professionista?

“NutriSpace non vuole essere una piattaforma di telemedicina generalista né un semplice portale nel quale confrontare decine di profili e prenotare una visita. La nostra verticalizzazione sulla nutrizione ci permette di progettare ogni passaggio dell’esperienza intorno alle esigenze specifiche di questo settore: dalla comprensione dell’obiettivo del paziente alla selezione del professionista, fino alla gestione della relazione dopo la consulenza. Attraverso un questionario iniziale raccogliamo informazioni sugli obiettivi, sulle necessità e sulle preferenze personali, per individuare il professionista potenzialmente più compatibile. Inoltre, il rapporto non si esaurisce con la singola seduta. La piattaforma mette a disposizione strumenti come la chat, il diario alimentare e la possibilità di ricevere commenti e indicazioni dal professionista, favorendo una maggiore continuità nel percorso. Per il nutrizionista, il dietista o il medico, NutriSpace rappresenta invece un ambiente verticale nel quale incontrare pazienti più consapevoli e maggiormente coerenti con le proprie competenze e specializzazioni, riducendo la dispersione tipica dei canali generalisti”.
Il vostro modello si propone quindi di superare il concetto di “semplice portale di prenotazione”, per diventare un ecosistema di accompagnamento. Qual è l’elemento davvero disruptive della vostra tecnologia o del vostro processo di matching che vi permette di ridurre la distanza percepita dal paziente e, allo stesso tempo, di scalare la gestione dei professionisti?
L’elemento distintivo di NutriSpace è il passaggio da una logica di ricerca a una logica di accompagnamento. Non chiediamo semplicemente al paziente di scegliere autonomamente tra molti professionisti. Utilizziamo le informazioni raccolte durante l’onboarding per creare un abbinamento basato su elementi come obiettivo, area di specializzazione, esperienza, disponibilità e caratteristiche del percorso richiesto. La tecnologia non sostituisce il professionista, ma rende più efficiente e consapevole l’incontro tra domanda e offerta e crea una sorta di continuità digitale: prenotazione, comunicazione, diario e monitoraggio convivono all’interno dello stesso ecosistema. Crediamo che l’innovazione più importante non consista nel digitalizzare una singola consulenza, ma nel ripensare l’intero percorso che porta una persona dalla consapevolezza di avere un bisogno alla costruzione di una relazione duratura con il professionista più adatto.
Guardando ai prossimi 18-24 mesi, quali sono le evoluzioni tecnologiche o funzionali prioritarie su cui state lavorando per elevare l’esperienza utente e consolidare la vostra posizione, e in che modo queste si intrecciano con un’eventuale futura strategia di apertura al capitale esterno?
“Nei prossimi 18-24 mesi lavoreremo principalmente su tre direzioni. La prima riguarda l’evoluzione del sistema di matching, che vogliamo rendere sempre più preciso attraverso l’analisi dei dati raccolti, dei feedback dei pazienti e dei risultati degli abbinamenti effettuati. La seconda riguarda l’esperienza di accompagnamento. Vogliamo ampliare gli strumenti dedicati al monitoraggio del percorso, alla comunicazione tra paziente e professionista e alla lettura dei progressi nel tempo, mantenendo sempre il professionista al centro delle decisioni. La terza direzione riguarda la crescita della rete. L’obiettivo è ampliare il numero di nutrizionisti, dietisti e medici selezionati, preservando però la qualità attraverso colloqui, verifiche professionali e criteri di ingresso definiti. Stiamo inoltre lavorando sul consolidamento dell’esperienza mobile e su nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, utilizzate come supporto organizzativo e informativo e non come sostituzione della valutazione clinica o professionale. Una futura apertura al capitale esterno potrebbe diventare uno strumento per accelerare lo sviluppo tecnologico, rafforzare il team, aumentare gli investimenti in acquisizione e consolidare il posizionamento nazionale”.

L’analisi di StartupNewsItalia. Nutrispace si inserisce in un macro-settore, quello dell’HealthTech con particolare focus sull’asset della nutrizione, che sta vivendo una forte evoluzione verso soluzioni flessibili e online. A livello globale, il mercato delle consulenze nutrizionali digitali è stato valutato 1,49 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede raggiungerà i 3,50 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 15,2%. Una crescita che si inserisce nel più ampio boom della TeleHealth, la telemedicina che ha toccato i 161,6 miliardi di dollari nel 2024 ed è proiettata verso l’incredibile cifra di oltre 791 miliardi nel 2032. Il contesto italiano è particolarmente favorevole, con una spesa per la sanità digitale che ha raggiunto i 2,47 miliardi di euro nel 2024 e la digitalizzazione della salute divenuta ormai un trend strutturale. Questo scenario, in cui la tecnologia riduce le barriere di accesso e i consumatori sono sempre più propensi a informarsi e acquistare online, rappresenta il terreno ideale per una piattaforma come NutriSpace che è molto più di un semplice portale di prenotazione: è un ecosistema digitale pensato per accompagnare paziente e professionista in tutte le fasi del percorso nutrizionale, un modello verticale ideato per unire domanda e offerta in modo più semplice, con la prospettiva di ampliare il network di professionisti e sviluppare nuove funzionalità per migliorare ulteriormente l’esperienza di pazienti e nutrizionisti.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

