Presentate le sette nuove startup di FoodSeed

In tre anni, il programma ha accelerato 21 startup italiane e stanziato una dotazione di 15 milioni di euro

FoodSeed, il programma di accelerazione promosso dalla Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, Fondazione Cariverona, UniCredit e Eatable Adventures, ha presentato 7 nuove startup (5 Made in Italy e 2 da Svizzera e Paesi Bassi) che prenderanno parte a un programma di accelerazione di sei mesi volto a consolidare i loro modelli di business. Ricerca scientifica, tecnologie d’avanguardia e visione strategica per trasformare in chiave sostenibile l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione industriale, sono state le caratteristiche che beneficeranno di un investimento iniziale di 170 mila euro, che potrà crescere fino a 500 mila per le realtà più promettenti.

  • Kymia: trasforma i sottoprodotti del pistacchio – in particolare il mallo, tradizionalmente considerato uno scarto – in principi attivi di alto valore per i mercati food & beverage, cosmetico e nutraceutico. La startup ha sviluppato un processo innovativo e a basso consumo energetico per estrarre dal pistacchio un ingrediente dal potere antiossidante superiore, riconosciuto per i suoi benefici anti-invecchiamento, antibatterici e di supporto al metabolismo.
  • Bloxy: spin-off dell’Università di Bologna, reinventa il packaging alimentare con una soluzione attiva e completamente biodegradabile. Il team ha sviluppato e brevettato un innovativo materiale bio-based e trasparente che, a contatto con il prodotto, agisce come una barriera attiva: blocca l’ossigeno proveniente dall’esterno ed elimina quello residuo intrappolato durante il confezionamento.
  • AlmaSerum: nata in Emilia-Romagna e guidata da Antonella Bellina, trasforma il siero di latte, “prezioso” scarto della lavorazione lattiero-casearia, in sottoprodotti ad alto valore. Grazie a un’innovativa macchina proprietaria di elettrospinning e a una membrana nanotecnologica sviluppata dalla startup, il siero viene filtrato localmente recuperando, da un lato, acqua pulita riutilizzabile nei processi industriali lattiero-caseari e, dall’altro, rotoli di membrana arricchiti con proteine, vitamine e minerali, pronti per essere trasformati in maschere e patch per l’industria cosmetica.
  • PeelPack: startup svizzera che sviluppa contenitori in bioplastica compostabili per frutta e verdura, ricavati da bucce di patate industriali, collabora attivamente con agricoltori, rivenditori, industrie alimentari e impianti di compostaggio per costruire una catena del valore completamente circolare che riduce le emissioni di gas serra, l’inquinamento da microplastiche e la dipendenza da imballaggi di origine fossile.
  • GreenAnt: nata nei Paesi Bassi, ha sviluppato Desidera, uno strumento di nuova generazione per la mitigazione dei rischi climatici e la gestione di precisione del territorio agricolo. Basata su algoritmi proprietari di intelligenza artificiale, la piattaforma analizza dati satellitari con precisione superiore agli standard attuali, monitorando aspetti cruciali come tipologia di coltura, stadio di crescita, rischio di alluvioni, deforestazione, salute del suolo e cambiamenti geofisici.
  • NOIET: sviluppa proteine fermentate multifunzionali in grado di sostituire, in un’unica soluzione, diversi additivi sintetici tradizionalmente impiegati nell’industria alimentare. Queste proteine garantiscono conservazione naturale, protezione antiossidante, miglioramento del profilo nutrizionale e prolungamento della shelf life dei prodotti.
  • Prospecto: con sede in Lombardia, offre soluzioni di monitoraggio automatizzato per l’agricoltura basate sull’Intelligenza artificiale. Dopo aver identificato un’esigenza critica del mercato ovvero la gestione inefficiente dei vigneti basata su ispezioni manuali che richiedono molta manodopera e portano a dati incompleti, Prospecto ha sviluppato un sistema che si integra perfettamente nelle operazioni agricole di routine.

Lanciato nel 2023 con una dotazione complessiva di 15 milioni di euro, il programma di accelerazione FoodSeed ha accelerato in tre anni 21 startup che hanno raccolto complessivamente 10,2 milioni di euro in investimenti e sviluppato oltre 50 collaborazioni industriali. “FoodSeed ha generato un impatto reale e duraturo sull’AgriFoodTech italiano. In tre anni ha contribuito concretamente alla trasformazione sostenibile della filiera agroalimentare, favorendo l’integrazione fra ricerca scientifica, impresa e innovazione e aiutando la creazione di un ecosistema fertile, dove startup, aziende, centri di ricerca e investitori collaborano per accelerare la crescita del settore – ha dichiarato Stefano Molino, responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital – Siamo molto soddisfatti delle imprese selezionate in questa terza edizione, in particolar modo di aver coinvolto realtà straniere con founder italiani pronte ad investire nel nostro Paese, portando valore e risorse e rafforzando ulteriormente il tessuto industriale nazionale, rendendolo più competitivo a livello globale”.