La società nata come spin-off del Max Planck Institute ha chiuso il più grande round privato mai realizzato nel settore in Europa
Proxima Fusion ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 411 milioni di euro (468 milioni di dollari), che porta la valutazione della startup a superare i 2,4 miliardi di euro: si tratta del più grande investimento privato mai realizzato nel settore della fusione nucleare in Europa e di uno dei principali round tecnologici del continente per il 2026.
A guidare l’operazione XTX Ventures ed East X Ventures, mentre tra gli investitori strategici di primo piano figurano Google e il gruppo energetico tedesco RWE. Completano il panorama dei sottoscrittori KfW Capital, Sprind, Burda Principal Investments e fondi già presenti nel capitale della società come Plural, Balderton, Cherry Ventures, Dst Global Partners, Lightspeed, Cdp Venture Capital e lo European Innovation Council.
In meno di tre anni, Proxima ha raccolto oltre 650 milioni di euro, di cui circa 95 milioni da finanziamenti pubblici. Il nuovo round supera i 400 milioni di euro di sostegno annunciati dal governo bavarese, confermando il ruolo del capitale privato nello sviluppo della roadmap industriale della società.
Fondata come primo spin-off del Max Planck Institute for Plasma Physics, Proxima Fusion sviluppa la tecnologia stellarator per la fusione nucleare e sta costruendo Alpha, un dimostratore tecnologico nei pressi di Monaco di Baviera, con l’obiettivo di realizzare un impianto capace di produrre energia netta positiva e validare le tecnologie necessarie per la prima centrale commerciale. Il progetto nasce dalla collaborazione con il governo della Baviera, il Max Planck Institute for Plasma Physics e RWE.
Le risorse appena raccolte saranno destinate alla produzione di magneti superconduttori ad alta temperatura, allo sviluppo dei sistemi ingegneristici per gli stellarator e all’ampliamento delle attività manifatturiere. Parallelamente, l’azienda prevede un piano di assunzioni nelle aree di ingegneria, produzione e operations nelle sedi di Monaco, Zurigo e Oxford. Proxima Fusion punta a sviluppare Stellaris, quella che nelle intenzioni dell’azienda sarà la prima centrale commerciale al mondo basata sulla tecnologia stellarator, entro la fine del decennio.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il mondo dei finanziamenti alle startup della fusione nucleare sta vivendo una fase di crescita senza precedenti: secondo il Fusion Industry Association (FIA), nel periodo di 12 mesi terminato a luglio 2025, le aziende del settore hanno raccolto 2,64 miliardi di dollari in finanziamenti privati e pubblici, segnando un incremento del 178% rispetto all’anno precedente. I dati dell’Osservatorio F4E (Fusion for Energy), a settembre 2025 stimava un cumulativo globale di 13 miliardi di euro (circa 15,17 miliardi di dollari) per 77 aziende, segnando un aumento di oltre otto volte rispetto al 2020. Questa enorme massa di capitali è distribuita in modo fortemente disomogeneo a livello geografico, con gli Stati Uniti a guidare la classifica con circa 6,9 miliardi di euro (il 53% del totale globale) distribuiti su 42 aziende, la Cina al secondo posto con 4,4 miliardi di euro (il 34%) concentrati in appena 8 società. E l’Unione Europea che si attesta su una quota molto più ridotta, pari a circa 712 milioni di euro (il 5% del totale), con la Germania che fa da traino raccogliendo da sola 605 milioni di euro, l’85% degli investimenti del blocco. Le stesse aziende del settore stimano di aver bisogno di altri 77 miliardi di dollari per i loro primi impianti pilota, contando su una fiducia nel settore altissima: l’84% degli operatori ritiene che la prima elettricità da fusione sarà immessa in rete entro la fine degli anni ’30.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

