Solo 4 regioni italiane nella Top 100 europea per innovazione. Lombardia guida il Paese, ma il Sud arranca. Il report TEHA 2026

Il TEHA Regional Innosystem Index 2026 evidenzia un’Italia a due velocità: mentre Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte si posizionano nella Top 100 europea, gran parte del Mezzogiorno arranca nelle ultime posizioni

Secondo il TEHA Regional Innosystem Index 2026, contenuto nell‘InnoTech Report che è stato presentato in occasione della 15^ edizione del Technology Forum di TEHA Group (Stresa – 21 e 22 maggio), solo quattro regioni italiane riescono a entrare nella Top 100 delle 242 regioni europee per capacità di innovazione, in un disegno che vede il nostro Paese eccellere in brevetti e Pil, ma frenato nella competitività rispetto ai vertici del continente dal basso numero di laureati e dalla fuga di talenti.

L’indice, che analizza parametri come sviluppo economico, capitale umano, talento e infrastrutture digitali, presenta un contesto europeo dominato da Île-de-France (Francia), Stoccolma (Svezia) e Hovedstaden (Danimarca), con l’Italia che presenta una geografia dell’innovazione fortemente disomogenea: la Lombardia, prima regione italiana, si colloca al 26° posto, grazie a un Pil da record (504,7 mld, 2° in Europa) e dall’ottima performance nei brevetti (1.352 domande EPO, 6° in Europa) e nei Data Center (86 strutture, 5° in Europa), segue poi il Lazio al 43° posto per capitale umano qualificato (28,3% di laureati, primato nazionale) e occupazione nell’alta tecnologia (21° in Europa), quindi si esce dalla top 50. L’Emilia-Romagna è infatti all’82° posto con un’altissima intensità brevettuale (229 brevetti per milione di abitanti) e il traino dei settori packaging, automotive e farmaceutico, il Piemonte, pur essendo 24° in Europa per Pil (164,2 mld), è l’ultima presenza in top 100 (99°). A completare il quadro del nostro nord, la crescita del Veneto, che guadagna 13 posizioni rispetto al 2023 e si piazza al 106° posto. Poi si resta drammaticamente indietro: con regioni del sud come Sicilia (211°), Basilicata (224°) e Calabria (232°) nelle ultime posizioni della classifica continentale e territori come Sardegna, Molise e Puglia tra le ultime 50 regioni d’Europa .

Il problema è sempre quello del capitale umano: nessuna regione italiana rientra tra le prime 150 in Europa per quota di laureati. Il Lazio, il migliore in Italia, si ferma solo al 175° posto. E questa debolezza si riflette nel macro-indicatore “Talento per l’Innovazione”, dove la media italiana (2,34) è meno di un terzo rispetto a quella delle Top 10 europee (7,69). I talenti, lo dimostrano i brevetti, ci sono, ma sono pochi e fatichiamo a tenerli entro i nostri confini. Il TEHA Regional Innosystem Index 2026 dimostra che l’Italia possiede eccellenze industriali e scientifiche di primo livello, capaci di competere con i migliori hub europei, ma la mancanza di una strategia nazionale per la formazione superiore e per il contrasto alla fuga di cervelli rischia di vanificare questi punti di forza, condannando il Paese a un ruolo di secondo piano nell’economia della conoscenza del futuro.