MIMIT e ASI disegnano la nuova frontiera della “Space&Blue Economy”

La firma della convenzione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) avvenuta a fine 2025 ha lanciato nella sua fase operativa il Progetto “Space&Blue”, volto all’integrazione tra la Space Economy e la Blue Economy, rendendo l’Italia il primo Paese al mondo a investire in modo strutturato in questo dominio interconnesso.
Il progetto mira a creare una piattaforma di dialogo continuo tra istituzioni, industria e ricerca per generare un impatto economico dirompente entro il 2030, capitalizzando le eccellenze dei due settori: l’Economia dello Spazio, un comparto che punta a un valore aggiunto (GVA) diretto di 10 miliardi di euro, con oltre 500 imprese attive e l’Economia del Mare, gigante da 90 miliardi di euro di valore aggiunto diretto che coinvolge più di 220.000 imprese. Si punta, con l’integrazione, a generare un incremento ulteriore di oltre 3 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, grazie alla creazione di nuove filiere tecnologiche “cross-industry”.
La convezione ha individuato tre aree di leadeship per il percorso attivato, quella Tecnologica, che comporterà l’utilizzo dei dati satellitari e della sensoristica spaziale per ottimizzare le attività marittime, quella Geopolitica, con il rafforzamento del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e nello spazio orbitale, garantendo il controllo dei dati sensibili e la sicurezza delle rotte commerciali e dei cavi sottomarini e quella legata a Sostenibilità e Innovazione, promuovendo il reskilling delle competenze e l’attrazione di talenti verso startup che operano nella robotica subacquea assistita dal satellite. Per garantire l’operatività, l’ASI ha istituito una Task Force dedicata, incaricata di tradurre le linee guida del MIMIT in bandi e progetti concreti per le imprese.
Nello specifico, i traguardi economici sono molto chiari in termini di Valore Aggiunto (GVA – Gross Value Added) da generare entro il 2030, con un target previsto per il contributo diretto dell’economia dello spazio e del mare interconnesse di +10 Miliardi di Euro GVA (diretto) cui aggiungere un +3 Miliardi di Euro GVA (diretto) come ulteriore incremento mirato specificamente alle nuove strategie di business che nasceranno dall’integrazione delle due filiere.
Il cuore dei “Goal 2030” risiede nell’interconnessione tecnologica, grazie all’infrastruttura dello Spazio (satelliti per monitoraggio, dati GPS, telecomunicazioni), applicata al mare in ambiti quali la sicurezza subacquea, tutela degli ecosistemi, logistica, una filiera integrata che possa permettere alle aziende (oltre 500 realtà già coinvolte) di collaborare tra domini diversi e lo sviluppo di una dimensione subacquea (underwater), che si stima raggiungerà un valore di mercato significativo, diventando un asset per la difesa e la gestione delle infrastrutture critiche.

