Il numero complessivo scende a 11.820 unità, il 19% in meno rispetto al picco del 2021. Lombardia e Milano guidano la classifica, mentre il settore software continua a crescere nonostante la flessione generale
Prosegue anche nel 2025 la fase di contrazione per l’ecosistema delle startup innovative in Italia: secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio Startup Innovative di Cerved, le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono scese da 2.027 nel 2024 a 1.986 nel 2025, con una flessione del 2%. Il numero complessivo delle startup innovative si è attestato a 11.820 unità, in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 19% rispetto al picco raggiunto nel 2021, quando si contavano 14.669 imprese. Oggi, le startup innovative rappresentano lo 0,55% del totale delle società di capitali in Italia.
La curva discendente rappresenta un fenomeno di contrazione consolidato nel tempo, dopo un ciclo espansivo intenso che tra il 2017 e il 2021 aveva fatto crescere le startup innovative del 69%. La traiettoria si è invertita a partire dal 2022, per l’irrigidimento degli standard competitivi e una selezione naturale delle iniziative meno sostenibili, cui hanno contribuito anche dinamiche macroeconomiche più complesse e un contesto di funding nazionale ancora sottodimensionato.
Accanto alla riduzione numerica, emerge una crescente concentrazione sia settoriale che geografica. Il baricentro è sempre più spostato verso il digitale, dove opera il 61% delle startup innovative con servizi informatici e sviluppo software, mentre il 13% è attivo nella ricerca e sviluppo. Analizzando le sole imprese nate nel 2025, quasi il 70% si concentra nei servizi IT e il 58,7% nella sola produzione di software. Rispetto al 2024, il settore software cresce di 99 unità, mentre comparti come i portali web (-18) e la consulenza ICT (-42) si contraggono. L’analisi semantica condotta da Cerved sui progetti nati nel biennio 2024-2025 individua quattro direttrici tecnologiche dominanti: Piattaforme & SaaS (29% delle nuove startup), AI & Data Analytics (29%), IoT, embedded & edge technologies (15%) e Manifattura avanzata e materiali (8%).
Dal punto di vista territoriale, la concentrazione è altrettanto marcata. Il 56% delle startup innovative ha sede nel Nord Italia, con la Lombardia che da sola rappresenta il 31% del totale e Milano il 23%. Il Centro conta solo per il 20%, con Roma al secondo posto tra le province, mentre il Sud e le Isole pesano per circa il 25%, trainati da Napoli, Bari e Salerno. Anche le nuove nate confermano la polarizzazione: nel 2025 il 58% delle nuove startup è nato al Nord (30% in Lombardia, 8,4% in Emilia-Romagna, 6,4% in Piemonte e 6,1% in Veneto). Nel Centro spicca il Lazio, salito al 13,2% dall’11,6% del 2024. Al Sud pesa invece il forte arretramento della Campania, passata dall’11% al 6% delle nuove iscrizioni.
L’Osservatorio infine rileva anche una presenza femminile nei ruoli di leadership ancora contenuta: nel 2025 le startup con almeno una donna in posizione decisionale sono il 23% del totale, mentre le amministratrici delegate rappresentano circa il 17%.
Secondo Cerved, la sostenibilità della crescita nei prossimi anni dipenderà dalla capacità di ampliare la base dei settori industriali coinvolti, rafforzare investimenti e servizi di supporto nelle regioni meno servite, favorire la diversificazione dei team imprenditoriali e accelerare la transizione verso tecnologie complesse e d’impatto.

