Daclon: Fondazione Italia USA ponte tra l’innovazione italiana e il mercato americano

Contenuto esclusivo StartupNewsItalia. Intervista con il segretario generale della Fondazione Italia USA prof. Corrado Maria Daclon sul ruolo della fondazione e l’importanza del mercato statunitense per le startup italiane

Istituita nel 2005 a Roma su iniziativa di Corrado Maria Daclon, accademico e saggista riconosciuto come tra i maggiori esperti internazionali di geopolitica, insieme a un gruppo di eminenti figure del panorama istituzionale e accademico, la Fondazione Italia USA nasce con l’intento di dare una forma strutturata e permanente all’amicizia transatlantica, ponendosi l’obiettivo di agire come un ponte indipendente capace di favorire il dialogo tra le istituzioni italiane e quelle americane, consolidando una tradizione di cooperazione che affonda le radici nella storia del secondo dopoguerra.

Il ruolo della Fondazione è cruciale nella promozione dell’internazionalizzazione attraverso numerose attività, premi, borse di studio e programmi di scambio, con una forte ricaduta positiva per quelle realtà italiane che vedono nel mercato americano una possibilità di crescita e di sviluppo.

Abbiamo incontrato il segretario generale Fondazione Italia USA, prof. Corrado Maria Daclon, a seguito della cerimonia del Premio America Innovazione 2026 per parlare delle prospettive che si aprono, grazie a iniziative come questa, per l’imprenditoria e l’innovazione italiane a livello globale, partendo proprio dal ruolo di ponte tra imprese e mercati esteri giocato dal Premio, che rappresenta, nelle parole del prof. Daclon, “un riconoscimento di prestigio internazionale, una qualificazione e una certificazione di qualità di fronte agli investitori e ai mercati sia italiani che americani. Il Premio America Innovazione vuole valorizzare ogni anno 300 talenti imprenditoriali del nostro Paese che hanno ideato e realizzato delle startup e PMI innovative e competitive nel mondo del mercato globale e delle sfide mondiali”.

Un premio dedicato all’ecosistema dell’innovazione italiana che ha radici molto profonde, radicato nel ruolo di ricerca e valorizzazione delle eccellenze italiane svolto da sempre dalla Fondazione: “La Fondazione promuove da oltre 15 anni il Premio America, destinato alle più prestigiose personalità di chiara fama internazionale. Abbiamo inoltre il Premio America Giovani, diretto ogni anno ai migliori 1000 neolaureati di eccellenza delle università italiane. Come lei giustamente indica, un comparto strategico come l’innovazione, per quello che è il suo contributo al PIL e al valore stesso del made in Italy, ha necessità di essere sostenuto e valorizzato, ed è per questo che abbiamo pensato al premio”.

La particolarità è rappresentata anche dalle modalità di selezione delle eccellenze che vengono premiate, con punti di forza specifici che incidono su alcune delle dinamiche di maggiore importanza per lo sviluppo di un sistema imprenditoriale moderno e competitivo sul mercato. “La cosa più importante per tutti i nostri premi, agli studenti e alle startup, è che non sono possibili autocandidature. Ciò proprio per evitare sollecitazioni e pressioni che minerebbero l’obiettività e l’indipendenza della nostra selezione e della nostra scelta. Le vincitrici e i vincitori del Premio America Innovazione e della relativa borsa di studio sono selezionati dalla Fondazione Italia USA, tramite il Registro Imprese e il sistema camerale, sulla base di diversi parametri indicativi dei valori e dei potenziali di competitività e di investimenti innovativi delle startup e PMI. Costituisce un fattore valutativo privilegiato l’imprenditorialità femminile e quella di giovani al di sotto dei 35 anni. Quindi, i punti di forza sono le donne e i giovani impegnati nell’innovazione del nostro Paese”.

Oltre alla pergamena del riconoscimento, le realtà selezionate beneficiano anche di una speciale borsa di studio, ci spiega di cosa si tratta? “Oltre alla pergamena di premiazione, che viene consegnata nella cerimonia istituzionale a Roma alla Camera dei Deputati, gli imprenditori e le imprenditrici ricevono una borsa di studio straordinaria per fruire del master online esclusivo della Fondazione Italia USA in Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy”.

Il Master è frutto della collaborazione della Fondazione con enti e personalità istituzionali, un lavoro di grande ampiezza che produce formazione e valore aggiunto, come si produce questa sinergia pubblico-privato e qual è il suo valore? “Il valore del master, oltre al contributo dei partner, è dato dal livello didattico eccezionale per contenuti, grazie a un panel formato da oltre 35 docenti di prestigio internazionale, alcuni nomi molto noti come ad esempio Carlo Cottarelli, Barbara Carfagna, Massimo Bray, Paola Pisano, Valentina Vezzali, Emilio Carelli, Umberto Guidoni, Federico Rampini, Claudia Parzani, Nunzia De Girolamo, ed è diretto dall’ex ministro dell’Università Stefania Giannini. I contenuti approfonditi sono capacità di leadership e gestione, marketing internazionale e mercati globali, social media e comunicazione, processi di internazionalizzazione, digitalizzazione e strumenti di intelligenza artificiale, geopolitica e relazioni economiche internazionali, diplomazia culturale, economia dell’innovazione, multilateralismo e organizzazioni internazionali, e molti altri”. Oltre alla grande importanza sul piano della formazione, il premio produrrà benefici pratici per i vincitori, un riconoscimento formale che potranno far valere nella loro attività? “Direi che oltre al beneficio formale, cioè un riconoscimento certificatorio della qualità da parte di una fondazione internazionale, grazie al master vi sarà anche un beneficio sostanziale. Il master è infatti un prodotto formativo di specifico interesse per le startup. Contiene numerose lezioni curate da Agenzia ICE come sostegno alle imprese per export e internazionalizzazione e numerosi focus sul made in Italy, il marketing e la comunicazione”.

La parola cardine è proprio questa: istituzionalità. Premio e percorso di formazione sono avvalorati da una cornice simbolicamente “avvalora” un’iniziativa che, ancora una volta, vuole essere un “ponte” fra due Paesi. “Proprio per l’importanza di questo premio abbiamo ritenuto, al pari degli altri riconoscimenti della Fondazione, di ospitare i premiati alla Camera dei Deputati, per sottolineare il valore istituzionale di questo riconoscimento”.

Concludiamo il nostro incontro con uno sguardo al futuro: Professor Daclon, dopo questa nuova iniziativa cosa c’è nei programmi del prossimo futuro della Fondazione? “Le iniziative sono sempre molte, incontri bilaterali, visite di studio, seminari di approfondimento e tanto altro. Cercheremo di assicurarci la continuità nell’attribuire ogni anno le nostre borse di studio per il master ai migliori studenti italiani e alle startup e PMI innovative. È per noi un grande sforzo in termini di risorse umane ed economiche. Ma vediamo i risultati. Moltissimi dei nostri studenti ora sono all’estero e lavorano in importanti realtà, le startup premiate ci scrivono che sono riuscite a realizzare progetti e iniziative imprenditoriali, e hanno trovato una collaborazione con il mercato americano. E questa per noi è la soddisfazione più significativa, la prova che abbiamo scommesso sul talento e sulla passione per il nostro made in Italy, e abbiamo avuto ragione. Continueremo ad impegnarci per valorizzare i talenti italiani, perché è da loro che passa il futuro”.

Il plus di StartupNewsItalia. In un ecosistema dove il 70% delle startup italiane ambisce a scalare all’estero, ma spesso incontra barriere linguistiche e relazionali, il network della Fondazione offre un accesso privilegiato a contatti istituzionali e opportunità di networking che riducono significativamente il rischio d’impresa oltreoceano. L’azione della Fondazione Italia USA rappresenta infatti un motore strategico per l’internazionalizzazione delle startup italiane, che possono beneficiare di un facilitatore essenziale nel mercato statunitense, destinazione principale per l’espansione globale, fornendo ai fondatori e ai manager delle nuove imprese gli strumenti critici per adattare il proprio modello di business alla cultura e alle normative americane.

I dati di mercato confermano quanto questo ponte sia vitale: nel 2023, gli investimenti in startup italiane hanno superato la soglia di 1,1 miliardi di euro, ma la vera sfida resta la capacità di attrarre capitali esteri, in particolare i Venture Capital americani che detengono la quota maggiore di liquidità globale. La Fondazione interviene proprio in questo gap, valorizzando l’innovazione italiana come un asset strategico per gli investitori USA e favorisce l’incremento del valore delle esportazioni e delle collaborazioni tecnologiche, che nell’ultimo anno hanno visto un interscambio commerciale record tra i due Paesi superiore ai 90 miliardi di dollari.