Il Marocco diventa l’hub africano dell’Industria 4.0

Per la prima volta, i giganti mondiali della tecnologia e della manifattura hanno scelto il Marocco come palcoscenico per la loro principale esposizione nel continente, confermando il ruolo del Regno come epicentro strategico per l’innovazione e l’Industria 4.0 in Africa

Si è conclusa il 22 gennaio 2026 presso la Foire Internationale de Casablanca la prima edizione della World Advanced Manufacturing & Future Mobility Exhibition (WAM Morocco). L’evento, svoltosi nell’arco di tre giorni (20-22 gennaio), ha segnato il debutto in Africa di colossi industriali e ha acceso i riflettori sulle tecnologie che guideranno la produzione globale nel prossimo decennio e ha visto la partecipazione senza precedenti di aziende del calibro di SAP, Sumitomo Corporation, Schneider Electric, ENGIE e Zoho Corporation. Per molte di queste multinazionali, si tratta della prima partecipazione ufficiale a una fiera manifatturiera sul suolo africano, un segnale inequivocabile della crescente fiducia internazionale nell’ecosistema industriale marocchino, tanto da confermare già WAM Morocco 2027 dal 26 al 28 gennaio. Insieme a loro, oltre 100 aziende provenienti da 18 Paesi (tra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Spagna e Arabia Saudita) hanno presentato soluzioni all’avanguardia in settori chiave come l’aerospazio, l’automotive, l’energia verde e la farmaceutica.

L’evento ha ospitato oltre 60 speaker internazionali, tra cui il Chief AI Officer delle Nazioni Unite, che hanno discusso di intelligenza artificiale, digital twin, stampa 3D e mobilità sostenibile, settori in cui il Marocco punta a diventare leader con l’obiettivo ambizioso di attivare 100 smart factory entro la fine dell’anno.

Una delle novità più acclamate dalla stampa estera è stato sicuramente il lancio del primo Padiglione Internazionale delle Startup, supportato da Invest India, dove si è svolta la Supernova Challenge, una competizione tra oltre 40 realtà emergenti nel campo della robotica avanzata e dell’automazione industriale con un premio di 10.000 dollari vinta da Ederest, startup tecnologica marocchina specializzata nel fornire soluzioni di apprendimento e formazione potenziate dall’intelligenza artificiale (AI), con un focus particolare sull’adozione di competenze digitali per le imprese.

Secondo le principali testate tecnologiche internazionali, alcune soluzioni hanno riscontrato l’interesse e l’entusiasmo unanime degli addetti ai lavori, come nel caso della marocchina DeepEcho con la sua IA per la diagnostica prenatale, indicata come l’esempio perfetto di come il “Deep Tech” marocchino possa competere su scala globale, o l’indiana Xane.ai, molto seguita dalla stampa asiatica, che ha presentato soluzioni di visione artificiale per il controllo qualità automatizzato, promettendo di ridurre l’errore umano nelle catene di montaggio del 40%. Altra startup marocchina d’eccellenza è stata Freterium, considerata la “spina dorsale” della logistica moderna nel Maghreb, una piattaforma cloud per la gestione dei trasporti che ha attirato l’interesse di partner europei per la sua capacità di ottimizzare le rotte in mercati volatili, mentre la spagnola Dinabi, specializzata in materiali sostenibili, ha colpito per le sue soluzioni di packaging industriale biodegradabile, in linea con gli obiettivi di “Green Energy” del governo marocchino.

Spazio anche alle realtà italiane, in un contesto che vede l’interscambio commerciale tra Italia e Marocco superare nel 2025 i 5 miliardi di euro e il WAM diventare la vetrina per consolidare questa cooperazione, focalizzandosi sul trasferimento di know-how e lo sviluppo di filiere produttive smart, con la presentazione di soluzioni d’avanguardia in settori critici, come il colosso torinese delle macchine utensili Vigel, che ha fatto il suo debutto ufficiale in Marocco, portando sistemi di produzione automatizzati per l’automotive e l’aerospazio e, in un settore strategico globale come quello dell’Energia e Infrastrutture la presenza di grandi gruppi come Enel Green Power e Grandi Navi Veloci (GNV), già radicati nel mercato marocchino, che hanno partecipato ai tavoli strategici sulla mobilità sostenibile e le connessioni logistiche tra le due sponde del Mediterraneo.