Al 417 Fifth Avenue è stato aperto il primo “landing place” italiano stabile nell’East Coast, situato nel cuore pulsante di Midtown Manhattan

ATLAS (Associazione Transatlantica per l’Internazionalizzazione delle Start Up), associazione aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha presentato ufficialmente ieri, 24 marzo 2026, il TIH NY – Transatlantic Innovation Hub al 417 Fifth Avenue, primo “landing place” italiano stabile nell’East Coast. Nato con l’obiettivo di superare il limite delle missioni temporanee offrendo alle imprese un presidio fisico e costante in un mercato, quello statunitense, che nel solo 2024 ha visto investimenti in venture capital per oltre 170 miliardi di dollari, l’hub non sarà solamente una vetrina del Made in Italy, ma una vera e propria piattaforma di execution con servizi fondamentali offerti alle startup e alle imprese innovative quali supporto legale e societario per la U.S. incorporation e la compliance normativa, attività di lead generation qualificata per trasformare le connessioni in contratti e accesso a strumenti di finanziamento dedicati alla fase di insediamento tramite piattaforme regolamentate UE.
“Il Transatlantic Innovation Hub non è una vetrina, ma una piattaforma dove la visibilità si trasforma in capitale” ha dichiarato Simone Tarantino, nominato Managing Director della struttura, esperto di ecosystem building che avrà il compito di connettere il talento italiano con investitori, acceleratori e corporate americane, presente alla conferenza stampa, tenutasi in contemporanea tra New York e la sede ATLAS di Roma in Via del Tritone, cui hanno partecipato figure chiave delle istituzioni e dell’innovazione, quali il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, Erica Di Giovancarlo e Fiammetta Magliocca di ITA (Italian Trade Agency) New York e Jonathan Schulhof, della NYC Economic Development Corporation, insieme ai vertici di ATLAS, tra cui il Vice Presidente Ennio Andrea Adinolfi e l’AD di ATLAS Next Mattia Esposito e le prime startup già in fase di insediamento.
L’apertura di un hub permanente nel cuore economico degli USA risponde alla precisa domanda del nostro ecosistema startup di colmare, nonostante la crescita del venture capital italiano nel 2025, il divario con gli altri ecosistemi europei, in particolar modo per quanto riguarda finanziamenti consistenti capaci di generare exit e unicorni: è emblematico in tal senso che cinque dei sette unicorni italiani abbiano dovuto cercare round di finanziamento o espansione proprio negli Stati Uniti per scalare globalmente.

L’analisi di StartupNewsItalia. Il mercato delle startup italiane è stato caratterizzato nel 2025 da un record di investimenti che ha sfiorato i 2,3 miliardi di euro (distribuiti su oltre 420 operazioni), record legato strettamente agli Stati Uniti, poiché la partecipazione internazionale ai round italiani è salita al 46% proprio con i capitali statunitensi a fare da capofila. Tra i principali protagonisti americani che hanno guidato round significativi spiccano giganti come Goldman Sachs Asset Management (fondamentale per Bending Spoons), General Catalyst, Insight Partners e Coatue, oltre a fondi specializzati come ARCH Venture Partners. L’interscambio commerciale bilaterale del 2025, nonostante dazi e prese di posizione del governo USA in materia, ad esempio, di rinnovabili (asset in forte sviluppo per quanto riguarda le nostre startup) è stato comunque senza precedenti: l’impatto del Made in Italy negli USA ha generato un valore di export di circa 70 miliardi di euro (+7,2% rispetto all’anno precedente), consolidando gli USA come secondo mercato di sbocco globale. Nell’ecosistema startup, il successo di questo asse si riflette in settori come le Life Sciences (che pesano per il 24% dell’investito in startup e vedono l’export farmaceutico volare a +55%), la Cybersecurity e l’AI, dove il modello vincente prevede cuore tecnico in Italia e quartier generale strategico negli USA per scalare globalmente.
il Direttore Responsabile Michele Di Schino

