La Gigafactory TEF punta a creare 1000 startup

L’alleanza tra l’Università Bocconi e il Politecnico di Milano attraverso la Tech Europe Foundation (TEF) segna un momento storico per l’ecosistema dell’innovazione italiano

Nasce la prima Gigafactory delle startup deep tech in Italia, con l’ambizione di competere a livello europeo con realtà come Monaco, Berlino e Parigi. La Tech Europe Foundation, fondazione privata no-profit fondata ufficialmente a fine 2024 da Università Bocconi e Politecnico di Milano, i motori accademici, ION Foundation e FSI (Fondo Strategico Italiano) come partner finanziari e industriali e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, come promotore istituzionale, ha intrapreso a inizio 2026 un processo di consolidamento operativo che condurrà alla confluenza (conferimento) delle attività imprenditoriali dei due atenei in un’unica entità.

PoliHub, l’innovation park e acceleratore del Politecnico di Milano, storicamente focalizzato sulle tecnologie “hard” (deep tech, ingegneria, materiali) e Bocconi for Innovation (B4i), l’hub della Bocconi specializzato in modelli di business, scalabilità e innovazione digitale, insieme al relativo fondo B4i Fund SIS, produrranno un’integrazione strategica per unire l’eccellenza tecnologica e scientifica del Politecnico con le competenze finanziarie, gestionali e di mercato della Bocconi. Un’unione che porterà alla creazione di una Gigafactory di dimensione europea visto che, insieme, questi due atenei hanno generato storicamente quasi la metà dei founder di startup in Italia e attratto il 92% dei capitali raccolti da laureati (circa 5,9 miliardi di euro).

TEF, alla cui guida è Ferruccio Resta, ex rettore del Politecnico di Milano, con Luca de Angelis nel ruolo di CEO, poggia su una dotazione iniziale finanziaria molto solida superiore ai 100 milioni di euro (di cui 50 milioni garantiti dalla Camera di Commercio), con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la raccolta di 1 miliardo di euro entro il 2030 per finanziare la ricerca e la crescita delle startup. La sede operativa sarà nel Parco dei Gasometri alla Bovisa di Milano (© immagine: Renzo Piano Building Workshop – RPBW), un’area di 30.000 metri quadrati riqualificata su progetto dell’architetto Renzo Piano, destinata a diventare un ecosistema iconico con laboratori all’avanguardia.

La creazione del megapolo del Deep Tech italiano interviene su un vuoto strutturale dell’ecosistema startup, e cioè la difficoltà di trasformare l’eccellente ricerca scientifica in imprese commerciali di successo. L’obiettivo di sostenere settori ad alta intensità tecnologica come Intelligenza Artificiale, Robotica, Aerospazio, Life Sciences, Clean-tech e Nuovi Materiali e non solo di evitare la “fuga di cervelli”, ma rendere Milano un hub capace di attrarre ricercatori e imprenditori dall’estero, sono i due punti fermi dell’operazione nell’ottica della crescita dell’intero sistema startup-ricerca scientifica. L’attesa è quella di gestire circa 2.000 candidature all’anno e ospitare a regime 1.000 startup cui garantire un Accompagnamento Full-Stack, supportando i progetti dal laboratorio (ricerca di base) fino al mercato (scale-up), passando per programmi come TEF Ignition per gli studenti.

TEF rappresenta un salto di qualità per l’innovazione italiana che ancora mancava nel nostro panorama, e cioè quello di un unico polo capace di riunire l’eccellenza scientifica (del Politecnico) alla visione strategica (della Bocconi), creando un corridoio preferenziale per trasformare la ricerca “hard tech” in imprese industriali competitive. L’hub è destinato ad attrarre una nuova classe di investitori istituzionali e internazionali proprio grazie agli asset in cui investe, meno software e più hard tech, superando i confini del venture capital domestico per aprirsi ai grandi fondi europei specializzati in Deep Tech e Climate Tech che oggi rappresentano a livello continentale la maggior fonte di investimento in startup e scale-up ad esempio in Germania, interessati a progetti ad alta intensità tecnologica e basso rischio di esecuzione grazie al supporto accademico.