La natura è un affare che ripaga dieci volte

Secondo la nuova analisi dell’EASAC, che raggruppa le accademie nazionali delle scienze dei Paesi membri dell’UE, il recupero di ecosistemi degradati porterebbe a un ritorno economico 10 volte superiore ai costi

L’investimento più lucroso che si possa pensare oggi è quello nella natura. Secondo l’ultimo commento scientifico dell’EASAC(European Academies’ Science Advisory Council) intitolato “Opportunities in Nature Restoration”, il costo stimato per recuperare gli ecosistemi degradati in Europa di circa 150 miliardi di euro sarebbe ampiamente superato dai benefici, valutati in oltre 1.800 miliardi di euro. Più di dieci volte l’investimento, con ogni euro speso capace di riportarne tra gli 8 e i 38 indietro.

Ma come è stato calcolato un simile vantaggio? Non solo la bellezza paesaggistica e il suo ritorno in termini di turismo, certamente, ma anche aspetti più tangibili hanno portato così in alto le stime dell’ESAC, a partire da una Sicurezza alimentare incrementata grazie alla protezione degli impollinatori e alla rigenerazione dei suoli agricoli, una Salute pubblica migliorata con la riduzione dell’inquinamento e la mitigazione delle ondate di calore e una Resilienza ai disastri maggiore grazie alla prevenzione di inondazioni e incendi boschivi. Rientri indiretti, certamente, ma pienamente quantificabili da un punto di vista economico come minori spese in tutti questi settori, i cui danni economici stanno gravando sempre più sui bilanci statali.

L’analisi identifica inoltre tre aree chiave dove interventi immediati avrebbero un impatto dirompente: l’Agricoltura Rigenerativa per una produzione intelligente, aumentando la capacità del suolo di trattenere acqua e nutrienti ed evitando il declino della materia organica nei suoli attraverso pratiche come la rotazione diversificata delle colture, l’agroforestazione e la riduzione della lavorazione del terreno, le Foreste Resilienti, con l’abbandono delle monocolture a favore di boschi con specie e classi di età miste che non solo aumenterebbero la cattura di carbonio, ma porterebbero anche a una riduzione del carico di combustibile, limitando la devastazione causata dagli incendi e, infine, il Tesoro delle Torbiere, uno dei più efficaci depositi di carbonio al mondo che si otterrebbe con la riumidificazione delle aree drenate, un’azione a basso costo e ad altissimo impatto per abbattere le emissioni di gas serra e ripristinare la biodiversità unica di questi habitat.

Su tutto, però, decisiva sarà la volontà dei Paesi a presentare e attuare quanto prima i propri Piani Nazionali di Ripristino entro il 2026, consentendo una transizione verso una gestione del territorio basata sulla scienza che non è più solo una scelta etica, ma una necessità finanziaria per proteggere il benessere delle prossime generazioni, una stabilità ecologica che è il prerequisito fondamentale per la prosperità e la competitività del mercato europeo.