Newcleo annuncia la quotazione a Wall Street

La mossa di quotarsi negli USA dettata da un mercato statunitense sempre più alla ricerca di soluzioni energetiche pulite per alimentare i database dell’AI

Il nucleare avanzato a guida italiana di newcleo sbarca alla Borsa di New York. La scaleup fondata nel 2021 dal fisico e imprenditore italiano Stefano Buono, ha infatti ufficialmente annunciato l’avvio del percorso di quotazione a Wall Street, sponda Nasdaq, un’operazione che si completerà entro la seconda metà del 2026 e che non avverrà tramite una IPO tradizionale, bensì attraverso una fusione con una SPAC (Special Purpose Acquisition Company), nello specifico la NewHold, che accelera i tempi di quotazione e garantisce alla società l’accesso immediato alla liquidità necessaria per finanziare i test reali dei propri prototipi.

Con numeri che delineano un’operazione di portata storica per una tech-company nata solo cinque anni fa, a partire da una valutazione pre-money complessiva assegnata di 2,4 miliardi di dollari e oltre 1 miliardo di dollari di raccolta di capitali cumulativa raggiunta dalla società dalla sua fondazione fino a oggi. La decisione di quotarsi a New York anziché sulle piazze europee nasce dalla ricettività massima del mercato finanziario statunitense per le tecnologie di frontiera (“deep tech”) e dalle necessità di enormi quantità di energia pulita e costante degli USA dovute alla spinta dei data center per l’Intelligenza Artificiale richiede, creando un terreno commerciale fertilissimo.

Il valore di newcleo risiede nello sviluppare SMR (Small Modular Reactors), ovvero piccoli reattori modulari, radicalmente diversi da quelli del passato, e leprospettive a breve e medio termine si concentrano su tappe industriali serrate: per quest’anno è atteso un test considerato cruciale presso il centro di ricerca del Brasimone (Bologna), in collaborazione con l’ENEA, in cui verrà testato il prototipo non nucleare per validare la fluidodinamica del piombo fuso, quindi l’obiettivo della roadmap aziendale sarà la messa in funzione di un primo reattore dimostratore da 30 MW in Francia entro la fine del decennio, seguito da un reattore commerciale da 200 MW nel Regno Unito.